Il Mistero della Pietra Azzurra

Fan Fiction di Vash de Stampeade


Introduzione:
Siccome è la prima ff non ho ancora deciso il titolo, questa è l’introduzione. Dunque, i fatti si svolgono dopo i tempi de "
La mano d’argilla" e il nome di alcuni personaggi sono puramente inventati.

Spero vi piaccia e buona lettura.


FAMIGLIE RITROVATE

Capitolo 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - Epilogo

 

Capitolo 1

-Cos’e’ successo? Dove sono ?chi sono? E voi chi siete?- chiese l’uomo sdraiato su un letto alle persone sedute accanto ad esso che di risposta lo guardavano con fare preoccupato. Lui giro’ la testa da un lato e vide quella camera: era molto bella con una finestra che illuminava la stanza in un angolo un piccolo mobile con sopra dei fiori e delle foto, nell’altro angolo invece un mobile che doveva essere adibito per i vestiti e la porta. Diede anche un’occhiata alle persone sedute a fianco, due anziani che incrociando il suo sguardo sorrisero, egli rispose al sorriso e chiese ancora una volta- chi siete?-.

-Guten moergen- rispose l’anziano.

-Ma…- disse l’uomo.

I due anziani iniziarono a parlare una strana lingua e mentre parlavano lui si guardava le mani e si chiedeva chi fosse perche’ non se lo ricordava, tento’ di alzarsi ma i due anziani lo anticiparono e riuscirono con poca difficolta’ a trattenerlo sul letto, per lo sforzo si senti’ mancare aveva capito di aver chiesto troppo all suo fisico e ricade sul letto e nel farlo si vide ad un piccolo specchio finora coperto dai due anziani.

- quello sono io?- vide un uomo di circa 50 anni, forse anche meno, con dei baffi e la barba, i capelli lunghi e neri e quegli occhi castani scuri pieni di dolore e di stanchezza. Fu l’unica cosa che vide prima di addormentarsi.

 

Capitolo 2

5 ANNI DOPO……..

La giornata era abbastanza fresca e il sole era mite anche se si era gia’ in maggio l’estate sembrava ancora lontana.

- Ma tu guarda, siamo a maggio e ancora indossiamo le giacche, che scherzi della natura- penso’ il dottore Macmahon mentre era seduto alla scrivania dell’universita’ di Oxford – oggi e’ l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze, uhmmmmm cosa fare quest’anno? L’ anno scorso sono stato insieme agli altri in Italia, gia gli altri me li ricordo quando eravamo all’ interno dell’- toctoc qualcuno busso’ alla porta –avanti- la porta si apri e comparve un ragazzo -dottore, la posta- disse il ragazzo- grazie, allora che fai quest’estate?- chiese il dottore – forse vado in Spagna, comunque buone vacanze- e mentre terminava la frase usci dalla stanza.

Il dottor macmahon prese il gruppo di lettere e inizio a dividerle: le lettere personali da una parte e le lettere di lavoro dall’altra.

-toh, guarda chi mi scrive, Icolina mi chiede di passare da loro l’estate gia e’ proprio felice con Echo e Sara- mentre sfogliava il gruppo di lettere di lavoro noto’ un indirizzo straniero – tedesco?non conosco nessuno in Germania- apri’ la lettera e lesse attentamente il contenuto: egr signor dott. Ectectect ah e’ il primario dell ospedale di Monaco di Baviera- mentre leggeva quella lettera gli occhi si sgranarono e le sue mani iniziarono a tremare dall’emozione, poche ore dopo era in viaggio per la Germania e durante il viaggio penso’ a quell’uomo descritto nella lettera ritrovato 5 anni prima al largo del mare del nord in una strana barca che successivamente affondo’-quell’uomo- pensava- non puo’ essere che lui tutto corrisponde, ma come e’ sopravissuto?come?-.

Due giorni dopo si trovo’ nel ufficio del primario –Buongiorno, sono il dottor von straussen, primario del ospedale- alto, occhiali ben tenuti e capelli corti –tipo abbastanza atipico- penso Macmahon e rispose-buongiorno sono arrivato appena potevo- - bene, si sieda- disse straussen e inizio a raccontare di quello strano tipo arrivato li’ 3giorni prima ferito per un incidente alla fattoria presso la quale lavora- sembra che sia rinvenuto da una specie di amnesia permanente e all’ inizio era molto confuso poi avendo risposto ad alcune sue domande sull’anno e il luogo in cui era si e’ chiuso sia emotivamente che socialmente l’ unica cosa che abbiamo saputo casualmente e’ stata lei- -come io- disse Macmahon- -vede- riprese Straussen –un giorno stava leggendo un giornale che consegnamo giornalmente ai pazienti, sa tra di loro ci sono politici finanzieri quindi questo servizio e’ obbligatorio, tornando a noi notammo come rimase colpito da una sua fotografia che lo ritraeva alla cerimonia di chiusura dell’anno scolastico ad Oxford cosi’ abbiamo immaginato di convocarla per un confronto, ha riconosciuto qualcosa da gli appunti inviateli da noi?- - Si lo conosco e devo dire che non immaginavo di incontrarlo ancora, erano anni che non ricevevo più sue notizie-rispose Macmahon e invitato da Straussen si diressero verso una stanza non lontana da li’ –per qualsiasi problema saro’ fuori- Disse Straussen ed apri’ la porta.

All’ interno c’era tantissima luce filtrante dalla finestra, a destra della porta vi era un mobile su cui era appogiato un vaso di fiori e dall’altro lato una sedia con affianco un letto e al centro un tavolo con altre 3 sedie, Macmahon rimase sorpreso di quanto fosse comoda quella stanza.

-Allora, come ce la passiamo ufficiale medico del nautilus dottor Macmahon?- disse l’uomo coperto dalle tende della finestra.

-ufficiale medico, da quanto non sentivo questa frase, nemmeno ai picnic organizzati con gli altri membri dell’ ex-equipaggio, se li ricorda?- rispose Macmahon.

-come potrei dimenticarli? Come stanno tutti e specialmente Electra anzi Medina?-

-Lei sta bene e anche Noah sta bene- Macmahon senti’ una certa emozione nel rivelare il nome di Noah a colui che fino ad allora si credeva morto nel esplosione del exellion e del noe’ rosso.

-allora? Non vuole rivedere tutti Nadia, Jean, l’ equipaggio ma soprattutto Electra e suo figlio Noah? Capitano Nemo- quando disse quel nome fu come liberarsi da un masso che gli chiudeva lo stomaco ma ora….

-che aspettiamo- disse il Capitano Nemo.

-Andiamo- rispose Macmahon.

Dopo che nemo si cambio’ i due si diressero verso la porta e quando la aprirono si trovarono davanti il dottor Straussen e un paio di suoi collaboratori – Dove crede di andarsene lei?- chiese a Nemo – be’, siccome ho riacquistato la memoria e la salute vado a riprendermi i 5 anni di vita che ho perduto, quindi la ringrazio di avermi curato e le auguro un buon lavoro.- rspose Nemo e con un gesto che significava muoviamoci strattono a se Macmahon e si avviarono all’uscita cantando un motivetto in una lingua sconosciuta, forse, a tutti i presenti.

-Li ho trovati, finalmente- fu il pensiero di una delle persone che ascolto’ quel motivetto e sorrise.

 

Capitolo 3

1 Settimana dopo………..

Il sole si alzo’ all’orizzonte illuminando gli edifici più grandi di Milano, in un hotel a 4 stelle vi era un convegno di scienziati al quale non poteva di certo mancare Jean.

-ehi, Jean ,muoviti e gia tardi e gli altri ci aspettano nella hall, muoviti!!!!!- urlo’ Nadia che come al solito doveva svegliare Jean che al solito prima di andare a dormire passava ore a leggere libri sulla scienza e tecnologia, conseguenze lui non si svegliava mai puntuale.

-Si, Si ora mi alzo’- Jean si alzo’ con sguardo perso e i capelli completamente disordinati- ma come mai devo alzarmi ora il convegno è oggi pomeriggio e fino ad allora non ho niente da fare-

-ah, si se ti ricordi avevi promesso di venire con noi a fare commissioni e gli altri Icolina, Electra, Noah, Rebecca, Marie e max(figlio di Icolina e Echo) ci stanno aspettando- Rispose Nadia sempre più innervosita.

-Okay 10 minuti- disse Jean –10 minuti- Rispose Nadia.

10 minuti dopo Nadia e Jean arrivarono nella hall furono "accolti" con – evviva, finalmente se aspettavamo ancora un po’ saremmo diventati statue di argilla- disse Rebecca non accorgendosi del disastro appena compiuto visto che erano stati informati da Jean sull’ accaduto di Londra e si scuso’ con un gesto della testa comunque Nadia sollevo’ le spalle e sorridendo disse- e cosa passata, andiamo i negozi ci aspettano—ehi,ehi, Sansone, Hanson, Echo?- chiese Jean.

-Gli altri sono usciti prima e sono andati in giro ci aspettano in piazza Duomo e a quest’ora ci staranno aspettando.- rispose Icolina. E uscirono dalla hall sorridendo mentre Jean sapeva quello che lo aspettava quella mattina: la noia.

Riunitisi al gruppo "fuggitivi", con sovrapeso di pacchi passati ai maschi, Icolina e Electra proposero di fermarsi a mangiare e si sedettero in un ristorante in San Babila; Electra,Icolina, echo e max ordinarono del pesce, mentre Nadia della verdura e il resto del gruppo ordino’ della succulenta carne con patate e da bere del vino, naturalmente era tutto a spese di Jean avendo negli ultimi tempi partecipato a vari concorsi e avendoli vinti tutti mise da parte un bel gruzzolo e siccome a quel convegno era l’ospite d’onore aveva invitato tutto il gruppo per festeggiare.Arrivo’ la sera.

-forza Max indossa la camicia- disse Icolina al figlio- ehi echo di a Nadia di aspettarci—non ti preoccupare pare che anche Jean sia in ritardo, come al solito- rispose Echo. Gli unici sempre pronti e puntuali erano Rebecca, Hanson e Sansone successivamente arrivarono Electra e Noah insieme a Marie e per ultimi, sempre per colpa di Jean, appunto Nadia e Jean-sempre in ritardo-gli disse a bassa voce Sansone con sguardo molto malizioso fece imbarazzare Jean.

La sera era molto fresca la piazza del Duomo era piena di gente, il convegno si teneva nel Corso Vittorio Emanuele, e il cielo era limpido tanto da scorgere le stelle. Erano presenti tutti i grandi scienziati del tempo, quindi, era pieno di giornalisti e "neofotografi"(prime macchine fotografiche) che chiedevano pareri a tutti coloro che capitavano a tiro e infine al suo arrivo Jean fu travolto da cosi tante persone che Jean e Nadia furono costretti a dividersi e questo non piaceva a nessuno dei due, comunque, si ritrovarono dietro le quinte del palco. Nadia tranquillizzo’ Jean e indico gli altri in prima fila.-egregi signori, siamo qui riuniti per lodare il lavoro di una persona che in poco tempo è entrato a far parte del nostro, come posso dire, gruppo ma non vi annoiero’ con altre frasi, quindi, invito il signor Jean Roque Raltique sul palco- disse il presidente del convegno, e mentre Jean si alzava, si levo’ un applauso collettivo che accompagno Jean fin sul palco e lo fece arrosire.-Egregi signori, buonasera come avrete saputo negli ultimi tempi l’ uomo ha fatto passi da gigante in tutti i campi e adeeso egli……….- il discorso continuo’ per circa 45 minuti e alla fine Jean si congedo’ dal palco sorridendo- vi ringrazio, soprattutto di avermi sopportato finora e arrivederci al prossimo convegno- basto’ questa frase per far sorridere il pubblico quando si accorse che Noah, Marie, Hanson, Sansone ed Echo si erano addormentati, mentre Rebecca era attirata da uno del pubblico che la ricambiava con altrettanta attenzione ed Electra che era interessata ad ascoltare cose che lei aveva studiato molti anni prima e voleva vedere a che punto era arrivata il resto dell’umanità. E Nadia?

Jean si spavento’ ma seppe in seguito da Electra che Nadia si era recata in hotel perche’ stanca. Più tardi nella hall del hotel- Nadia sei qui? Tutto bene?- chiese Jean – Si, mentre stavo andando in camera ho ricevuto un messaggio dal museo con cui collabori, sembra che ci sia qualcuno che ti cerchi—chi?- domando Jean turbato- Pare un certo monsieur Nautille’- a questo nome Electra, Echo e Icolina, che ascoltavano la discussione, si guardarono a vicenda e sorrisero- dopo tanto tempo il tuo nonnino si fa risentire vero Max?- disse Icolina che sorridendo alzo’ il piccolo Max che contraccambio’. Il messaggio diceva di recarsi a Zurigo che il viaggio era gia’ pagato e che alla stazione di Zurigo li attendeva un giovane incaricato di accompagnarli per tutto il tempo di permanenza e in seguito accompagnati a Strasburgo dove li attendeva il dotto Macmahon, nome in codice monsieur Nautillè. Il mattino dopo si alzarono tutti in anticipo, anche Jean incredibile penso’ Nadia, e dopo aver pagato il conto del albergo e visitato ancora un volta il Duomo ripartirono destinazione Zurigo.

Capitolo 4

-Eccola, ci siamo- disse Sansone seduto su un segiolino del vagone passeggeri del treno Milano- Zurigo, che pareva essere stato prenotato solo per loro, e si alzo’- Dai Hanson, sveglia i ragazzi io penso alle ragazze e ai bambini- e si diresse verso il vagone letto – vediamo, siamo in anticipo di parecchio- rispose Hanson guardando l’ orologio.

Sansone arrivo’ nel vagone letto ed inizio a bussare alle cabine, la prima ad aprire fu Icolina- ehi Sansone buongiorno. Siamo arrivati?—Si , ancora qualche minuto e saremo fermi- disse Sansone –ah ,allora siamo in anticipo meno male inizo’ a stancarmi di viaggiare- disse Marie che silenziosamente apri la porta e come Sansone era abituato a sentire inizio a lamentarsi a voce cosi alta che Jean e Nadia uscirono dalla cabina piuttosto di malavoglia e per ultima Electra e Noah- allora, cos’e’ questo trambusto?- chiese Electra- Niente, comunque siamo arrivati dai prepararsi forza- disse Sansone sorridendo.

Intanto Hanson aveva svegliato Echo e si era accorto che Jean era con Nadia.

-Ehi Hanson che ore sono?- chiese Echo.

-Le 7.00 di mattino Strano.- rispose Hanson.

-Perche’?-Echo

-be’ l’orario diceva alle 12.30 si vede che siamo in Svizzera o puntuali o in anticipo- disse Hanson -Forza gli altri ci aspettano-

Si ritrovarono alla porta del vagone con i bagagli e, dopo che il treno si fermo’, scesero e si diressero’ verso la sala d’aspetto per incontrare l’incaricato del dottor Macmahon; siccome erano le 7.05 del mattino la stazione era pressoche’ vuota ma notarono un giovane ragazzo che li guardava con interesse e si chiesero se fosse lui; la  risposta gli fu data quando il ragazzo si avvicino’ a loro e si presento’:-Buongiorno, benvenuti a Zurigo, io sono Simone e sono l’incaricato del dottor Macmahon. Spero che il viaggio sia stato di vostro gradimento. Ho prenotato un attico ad un hotel qui vicino prego seguitemi.- disse Simone.

-Buongiorno, mi stavo chiedendo come facesse a sapere l’orario del treno- Chiese Rebecca.

-Semplice. Abbiamo fatto in modo che il treno arrivasse qui prima.- disse Simone.

Arrivati in hotel si accomodarono nelle stanze dell’attico e dopo essersi a turni lavati e cambiati si ritrovarono nel salotto per una lauta colazione, naturalmente, i più affamati erano i ragazzi.

-Lei non fa colazione?- chiese il piccolo Noah a Simone.

-No, gia fatta prima di venire qui-Rispose e continuo- Dunque per oggi staremo qui e vi riposerete domani partiamo—Come partiamo?- esclamo’ Jean.

-Purtroppo negli ultimi giorni i rapporti tra il cantone francese e tedesco si sono incrinati e le rispettive madre- patrie si stanno preparando per venire alle mani, quindi,  stare qui inizia ad essere pericoloso anche perche’ in caso di guerra Zurigo per motivi geografici e strategici sarebbe la prima citta’ ad essere puntata ed io ho ricevuto l’ordine dal dottore di portarvi da lui ad ogni costo ed e’ quello che faro’- rispose Simone e la sua risposta lascio’ perplessi un po’ tutti.

-La societa’ delle Nazioni cosa dice?-chiese Echo.

-Guardano e basta non possono fare nulla per ora-Simone.

-Okay, io propongo di girare la città e cercare dei mezzi per muoverci- Disse Nadia.

-Va bene. I ragazzi si occuperanno di trovare i mezzi e i rifornimenti- disse Rebecca e sorridendo- noi ragazze andremmo a fare shopping- - Cosa???????- esclamo’ Sansone.

-D’accordo- disse Simone- muoviamoci ho gia’ un idea di dove trovarli- e i due gruppi si divisero.

Il gruppo dei ragazzi si diresse verso la zona in cui vi erano stalle e officine, per le prime autovetture, nella speranza di trovare un mezzo.

-Io consiglio 15 cavalli: 3 per i bagagli, 4 per le ragazze e i bambini, 3 per i beni di prima necessità (acqua, cibo e coperte) e 5 per noi. Allora che ne dite?- chiese Echo.

-Si buona idea, ma ho in mente di prendere ancora il treno ci impiegheremo di meno e’ costerà meno- disse Simone.

-E’ buona anche questa ma se’ i tedeschi attaccassero il primo obiettivo è la stazione, non possiamo rischiare- disse Sansone.

Simone si rivolse a tutto il gruppetto:-allora, l’idea del treno è buona,ma rischiosa, mettiamola ai voti. Hanson?-
-Okay-
-Sansone?-
-Okay-
-Echo?-
-Okay, ma con riservo-
-Va bene. Jean?-
-Okay-
-Visto che sono alle vostre dipendenze non posso fare altro che appogiarvi. Muoviamoci-. E si diressero verso la ferrovia.

Intanto il gruppo delle ragazze aveva trovato la piazza principale di Zurigo e vista la quantità di negozi iniziarono a visitarli tutti.

-Ehi, tesoro. Come mi sta questo vestito?- chiese Electra a Noah.

-Bello- Rispose lui con tono di bambino di 5 anni.

-Solo questo sai dire dai ritenta-

-Che è bello, ti sta bene e adesso che te lo ho detto, mamma, mi compri un gelato?- disse Noah sorridendo.

-ah, a questo puntavi briconcello. Va bene adesso te lo compro-rispose Electra.

Nello stesso negozio ma nella zona calzature:
-accidenti, queste scarpe sono troppo strette- protestò Nadia e si rivolsè alla commessa –Scusi un 36 non lo avete?-

-Purtroppo no, mi dispiace- rispose la commessa.

-Fa niente la ringrazio lo stesso- si alzò e si diresse all’uscita dove la aspettava Rebecca con il piccolo Max.

-Tu non compri niente Rebecca-chiese Nadia.
-no, son…  ma che succede???- urlò.

Un esplosione fece tremare la piazza e alcuni edifici dietro l’angolo caddero. Un’altra esplosione verso la periferia. Un’altra e un’altra ancora.  Le esplosioni divennero cosi tante che non si contavano più. Le ragazze e i bambini si raggrupparono e si nascosero sotto il ponte di un fiumicello li vicino.

-E’ adesso?- chiese impaurita Marie che fino ad un attimo prima era seduta su una comoda panchina nella piazza.

-Dobbiamo trovare i ragazzi, ma per ora è meglio stare qui- osservò Electra.

-Speriamo che il ponte regga- disse Nadia e Rebecca la guardò molto male.

All’inizio del bombardamento, oramai si era capito, i ragazzi stavano osservando una carozza ferma su binari morti, Hanson e Jean intuirono il da farsi.

-Potremmo collegare un locomotiva di nascosto e partire nella notte-disse Hanson

-Non mi sembra corretto, in fondo non siamo fuggitivi, prendiamo i biglietti e via- disse Sansone.

-Mi sembra ovvio, Simone tu sei qui da prima di noi, Che dici?-disse Jean

-Il problema è un altro. Se è vero che i tedeschi stanno per attaccare Zurigo questa stazione potrebbe essere chiusa da un momento all’altro e i treni bloccati qui ma se riuscissimo a partire avremmo strada libera fino al confine francese e da li continuare con altri mezzi-Rispose Simone.

-Allora consig…. A terra!!!!!!!!!!!-urlò Echo.

Un esplosione spazzo via un binario li vicino e un altro centrò in pieno la sala partenze, altri ancora caddero sulla città e sbriciolarono parecchi edifici e danneggiarono strade e ancor di più il binario di fronte alla carrozza.

-Accidenti, stanno attaccando- urlò Sansone.

-Le ragazze- urlò Jean.

-Accidenti chi sa dove saranno ?- disse Hanson.

-Okay, vediamo la cartina della città-rispose Simone-Echo, tu sei bravo a trovare la strada aiutami! Se andassimo per questa strada potremmo raggiungere velocemente la piazza?-.

-Penso di si, ma perche’ la piazza?- Chiese Echo.

-Stamattina Rebecca e Nadia mi hanno chiesto dove potevano andare per fare acquisti, e le ho mandate alla piazza principale-rispose Simone.

Intanto intorno a loro le esplosioni continuarono anche se negli ultimi minuti si erano spostate facendo capire che i tedeschi bombardavano la zona industriale.

-Bene, andiamo a prenderle?- chiese Jean con tono un po’sfottente.

-Adesso ci andiamo, anzi, voi andate pure io devo fare una cosa. Dopo averle trovate andate qui-disse Simone indicando sulla cartina una zona residenziale facilmente raggiungibile al coperto dei ponti –qui c’è l’ambasciata inglese lì sarete al sicuro. Ci vediamo dopo- e si lancio’ nel caos che si era formato, caretti rovesciati, morti e feriti per le strade e case ormai ridotte a cumuli di cenere. Il gruppo assicuratosi che vi fosse la possibilità di muoversi uscì allo scoperto e si diresse verso la piazza; passarono tra vie oramai distrutte e case in rovina ogni tanto incrociavano persone che chiedevano aiuto, ma non c’era tempo e tiravano avanti. Arrivati all’ angolo con la piazza notarono che molte delle case, degli alberghi e dei negozi intorno furono rasi quasi al suolo; Sansone si affacciò e con sguardo rapido osservò l’evolversi della situazione.Qualcosa lo attirò sotto un ponte che collegava due estremità di una strada:

-Per la miseria, eccole lì- disse Sansone-vediamo, Echo io e te le raggiungeremo e le porteremo qui, poi, andremo all’ambasciata. D’accordo?-

Hanson annui subito, sapeva che la sua corporatura fisica lo rallentava, mentre Jean annui ma con ribrezzo. Sansone e Echo si affacciarono sulla piazza e iniziarono a camminare spediti; intorno ad essi c’erano morti e feriti che tentavano di togliersi di lì, alcuni aiutati da parenti, amici altri da sconosciuti. Arrivati a circa 100 metri dal ponte in cui erano rifugiate le ragazze iniziarono a sentire dei fischi ed in seguito le esplosioni.

-Secondo te bombarderanno ancora qui?- chiese Echo.

-No penso di no. Guarda che casino hanno fatto. Dannati-rispose Sansone.

Un esplosione nella via a fianco gli fece subito cambiare idea.
-Accidenti a me e alla mia boccaccia!muoviti Echo-Urlò Sansone.

I due fecero gli ultimi 100 metri di corsa e si gettarono sotto il ponte, ma, non avendo calcolato la larghezza del marciapiede caddero in acqua, comunque erano al coperto, Hanson vide la scena dall’angolo in cui lui e Jean erano appostati.

-Sono al sicuro, muoviamoci adesso colpiranno anche le altre vie!- Disse Hanson e si nascosero in quello che doveva essere l’atrio di un albergo ormai abbattuto-e adesso?- chiese Jean preoccupato per Nadia e le altre ragazze-Aspettiamo è l’unica cosa da fare adesso-rispose Hanson mentre fuori le esplosioni continuavano.

In una strada oramai abbandonata Simone trovò un ufficio postale dotato di telegrafo-Bene, ci sono- arrivato a Zurigo Simone pattuglio la città e preparò una sorta di piano di fuga in caso si fosse verificato quello che stava capitando; entrò, prese il telegrafo e scollegò il filo, poi prese dalla tasca un contenitore collegato ad una antenna; lo collego con un filo al telegrafo, alzò l’antenna ed inizio ad inviare un messaggio:

-Contatto avvenuto.Stop. Tutti bene, tranne il fatto che i tedeschi hanno attaccato Zurigo.Stop. Nuovo itinerario Parigi.Stop. Inviare supporto a Parigi.Stop. Saluti. Stop- Staccò l’antenna e uscì di corsa-Bene, ora vediamo di uscire di qui- Pensò Simone e cn un sorriso si diresse verso la stazione e sentendo le altre esplosioni capì che doveva affrettarsi.

-Finalmente, ma quanto ci avete messo ad arrivare?-Gli urlò Rebecca- e gli altri?-

-Hanson e Jean sono nascosti e Simone si è staccato da noi qualche ora fa- gli rispose Echo.

 -Lo sapevo, sarà scappato lasciandoci qui da soli-tuonò Rebecca.

-Non credo- rsispose Sansone- ci ha dato la cartina di Zurigo indicandoci la piazza in cui eravate e l’ambasciata inglese in cui possiamo rifugiarci- e guardandosi intorno- dovrebbe essere da quella parte- terminò la frase.

-Okay, ma muoviamoci Noah e Max iniziano ad essere irrequieti- disse Electra.

I due bambini erano rimasti tranquilli dal fatto che erano insieme alle rispettive madri ed amiche, ma da quando era ricominciato il bombardamento si erano rattristati fino all arrivo piuttosto goffo di Echo e Sansone al quale sorrisero. 5 minuti dopo in un momento di tranquillità si ritrovarono con Jean e Hanson:

-Dunque noi siamo qui, ci basterà continuare per quella strada di fronte a noi- disse Echo.

Si diressero nella direzione indicata e raggiunta la zona della ambasciata videro che la zona era stata occupata da soldati tedeschi che nel frattempo circondarono l’ambasciata:

-E adesso?- Chiese con voce tremante Marie.

-Tranquilla, di sicuro si allontaneranno- gli rispose Nadia anche se neanche lei era sicura di quello che aveva detto.

-Sono 5 soldati girati di spalle e distratti da un giornale,uhmmmm.. io dico che basterà, allora noi li intontiamo con qualche pugno, voi correte verso l’ambasciata noi vi raggiungeremo in seguito.-

-Aspetta, quelli hanno tutto il tempo di spararvi addosso e non credo che accettino la resa quindi….-rispose Electra. Qualche minuto dopo uscirono allo scoperto Marie Electra e Nadia che si diressero verso i soldati, il piano era di distrarli mentre i ragazzi dopo averli aggirati li avrebbero aggrediti, i soldati distratti dalle ragazze non si accorsero dei ragazzi alle spalle, nel frattempo armatoisi di bastoni, li arrivarono alle spalle e con forza lì colpirono alle teste e cadderò a terra tramortiti:

-Ora correte prima che arrivirino i loro amici!- Urlò Hanson e si catapultarono nei cancelli dell’ambasciata; subito entrati furono accerchiati da soldati inglesi armati e piuttosto innervositi dalla rissa avvenuta davanti ai loro occhi:

-alt, chi siete identificatevi- urlò un ufficiale inglese.

-Siamo francesi di passaggio, chiediamo supporto diplomatico-rispose Rebecca.

L’ ufficiale aveva ricevuto ordini di non ospitare nessuno all’interno dell’ ambasciata ma visti gli sguardi di Noah, Marie e Max accettò a patto che rimanessero nelle stanze a loro adibite. Quella sera Simone non raggiunsé il gruppo:

-Dove sarà andato secondo te?- chiese Jean.

-Chissà forse e scappato o si sarà rifugiato in qualche edificio- rispose Nadia.

-Allora di che si parla?- Si unirono Rebecca ed Electra ed in seguito Hanson:

-Domani dovremmo andarcene o quando i tedeschi faranno sul serio saremmo nei guai- disse Hanson.

-Perché?- chiese Nadia.

-Guarda, i tedeschi si stanno radunando qui in zona e può darsi che possano occupare questa ambasciata e catturarci tutti, quindi troviamo un modo e andiamocene-Disse Hanson.

-Per ora è meglio che andiamo a dormire tutti e poi si vedrà-disse Electra.

Quella notte andarono a dormire, ma poco prima del alba si sentirono spari e affacciatisi alla finestra videro i soldati tedeschi che in massa sfondavano i cancelli e i soldati inglesi in netto numero inferiore si arresero. Sansone e Hanson corsero per il corridoio e sfondando le porte presero di peso gli altri e radunatasi iniziarono a cercare una via d'uscita. La loro fortuna fu la resistenza dei soldati all interno che impedivano ai soldati tedeschi di salire ai piani superiori-ehi la scala antincendio,  la scendiamo e scappiamo- urlò Echo.

In quel frastuono di urla e spari trovarono la scala antincendio a fianco ad una finestra e discesala si appostarono vicino al muro aspettando il momento opportuno per fuggire:

-Seguitemi usciremo per il cancello secondario- disse a voce bassa Sansone e si avviarono. Raggiunsero il cancello e lo passarono tutto bene fino a quando Hanson si trovo faccia a faccia con un fucile tedesco.

-accidenti- pensò e si trovarono tutti accerchiati da 4 soldati tedeschi che li interrogarono.

-Di dove Siete?cosa fate qui e dove volete andare?- chiese un soldato.

-Francia  e prima del vostro arrivo eravamo nei negozi- rispose Marie con tono di sfida e si guadagnò uno schiaffo, lo schiaffo fece arrabbiare Sansone ma lui non poteva fare niente visto che i soldati avevano diviso le donne dagli uomini.

-Bastardo!prova a toccarla di nuovo e vedrai- ringhio Sansone.

-Ma davvero??-controbattè il soldato e si diresse verso Max e Noah con sguardo nervoso di Electra e Icolina, fino a quel momento rimasta tranquilla per la vicinanza di Echo-ma guarda che bei bambini- e detto questo fece segno a due soldati di dividerli dalla madre, ovviamente Electra e Icolina tentarono di difenderli ma i fucili bene in vista le constrinsero a ripensarci.

-Bene, se non risponderete alle domande noi spareremo ai vostri figli- fu una mazzata per le ragazze-vi do 5 secondi. 5…4…3…-Electra e Icolina si scambiarono uno sguardo piuttosto che far morire i loro figli avrebbero preferito morire loro gettandosi contro i soldati- 2…1.-non terminò il conto uno sparo lo raggiunsé alla testa e lo uccise sul colpo, gli altri soldati furono presi di sorpresa ed uno ad uno furono abbattuti tutti.

-Ma chi??- disse sdegnata Nadia.

-Mi dispiace, ma era l’unico modo di salvarvi tutti-rispose Simone.

-Come hai fatto a trovarci?- gli chiese Echo.

-Ho sentito degli spari e raggiunta l’ambasciata ho visto i soldati tedeschi che occupavano l’ambasciata ed ho capito che eravate scappati, così vi ho cercati e mentre correvo per le vie ho sentito le grida dei bambini-rispose Simone.

-Come hai potuto uccidere quelle persone???-Urlò Nadia. Nessuno si ricordo i valori di Nadia ed essi si scatenarono in quel momento-Come osi prenderti il diritto di uccidere qualcuno???diccelo!-Nadia era veramente arrabbiata vi era solo lei ad urlare e questo allarmava gli altri urla=curiosità e  di curiosi ve ne erano abbastanza, ma Simone era calmo e il suo sguardo fisso su Nadia illegibile, sembrava la volesse fulminare sul posto:

-Cosa avrei dovuto fare?aspettare che Electra e Icolina si lanciassero al ultimo secondo contro i soldati con la certezza di essere uccise?secondo te poi vi avrebbero lasciati andare?no avrebbero ucciso te e tutti gli altri, volevi questo? E questo che volevi?dimmelo-il tono di Simone era tranquillo e calmo cosa che sembrava irreale in quel momento-adesso andiamo alla stazione, il treno è pronto e la strada aperta fino a Parigi. Muoviamoci o saremmo tagliati fuori- e si girò verso la strada da cui era venuto. Sentì un rumore dietro a sé di un fucile caricato e in fase di puntamento si girarono tutti e videro Nadia alle loro spalle con un fucile puntato su Simone:

-Sei sicura di riuscire a spararmi?- gli chiese Simone sempre con tono calmo.

-Si- rispose Nadia.

-Allora sarà una sfida su chi è più veloce- e avvicino la mano alla pistola nella cintura.

Nadia guardava la cintura con attenzione sapeva che Simone era agile e veloce, se avesse atteso troppo sarebbe andata male per lei.

-Nadia, abbassa il fucile ti prego- gli chiese Jean.

-ascolta Nadia sai che non hai possibilità contro di me, non mi costringere a spararti-disse Simone pensando al peso di quelle parole in fondo neanche lui ci credeva e di certo erano più parole che fatti, ma sapeva che se non avesse obbligato Nadia ad abbassare il fucile avrebbe dovuto rispondere al fuoco. Intanto Jean si guardava in giro e si aspettava che qualcuno intervenisse ma gli sguardi degli altri fecero comprendere a Jean che questa cosa era solo tra loro due.

-Tu, dimmi la verità perché sei qui? Chi ti dato l’incarico di venire a prenderci e da chi ci stai conducendo?- chiese Nadia.

Simone non si girò-la persona che vi attende vi conosce e non vede l’ora di rincontrarvi e io ho l’incarico di portarvi da lui-.

-Chi è questa persona?- ma Simone non rispose e iniziò a camminare dimenticandosi che il fucile era puntato su di lui fino a quando uno sparo non gli sfiorò la scarpa. Nadia ha sparato.

-D’accordo, lo hai voluto tu, mi dispiace-disse Simone a voce bassa.

E quando Nadia puntò il fucile alla schiena Simone reagì. La reazione fu in uno scatto talmente veloce che nessuno lo vide spostarsi a destra di Nadia afferrare la pistola puntare e fare fuoco. Nadia si accasciò a terra.

-No, maledetto-urlò Jean e una volta localizzato Simone si lancio su di lui per picchiarlo, ma prima che se ne accorse Simone lo aveva aggirato e tramortito con un colpo alla testa.

-Incredibile, io non lo ho nemmeno visto- fu l’unico commento di Sansone che come gli altri era rimasto sbigottito.

-Ha ucciso Nadia e tramortito Jean e adesso?- disse Rebecca.

-Tranquilli Jean si riprenderà tra un paio d’ore e Nadia e solo svenuta, ic sono stato attento, il proiettile lper spaventarla e il ’ha sfiorata. Sapevo che Nadia era molto tesa. E bastato un colpo resto lo sapete già. Io uccido solo per difendermi e Nadia per me non era un pericolo.-rispose Simone. 

-forza andiamo-continuò Simone e caricatosi in spalla Nadia come atto di perdono e Jean in spalla di Sansone si recarono alla stazione o meglio quello che ne rimaneva dopo il bombardamento.

-Strano non vedo soldati di nessuna delle due parti- Disse Electra

-Saranno andati a combattere da qualche altra parte- rispose Rebecca con tono annoiato.

-forse la guerra è finita- disse speranzosa Marie mentre Noah e Max si erano addormentati.

-Purtroppo no. I tedeschi hanno sfondato e costretto i francesi a ripiegare fuori dalla città ,sicuramente staranno combattendo dall'altra parte della città e da questa parte e così silenzioso perché vi hanno già combattuto- rispose Simone e mostrando la cartina europea- ecco ora partiremmo. Mi sono permesso di scambiare la mia identià con un alto ufficiale francese trovato morto qui vicino e messomi in contatto via telegrafo con le altre stazioni di città libere e sono riuscito a preparare la strada sino a Parigi-

-Parigi??-gli chiesero tutti in coro.

-già!-rispose Simone-i viveri sono già caricati così per le munizioni e il carbone. Noi ragazzi ci vestiremo da soldati francesi, specialmente Hanson che sarà il generale nel caso ci fermassero i francesi. Hanson lo sai il francese?-

-si, certo- rispose Hanson

-okay, ai suoi ordini Generale. Voi ragazze starete nel  secondo vagone, è approntato per i bambini e per voi con una vasca per lavarvi e dei vestiti puliti presi da un negozio. Noi staremo nel primo e a turni staremo alla locomotiva e di vedetta viaggeremo sempre e di notte con le luci spente. Se tutto va bene saremmo a Parigi tra 3 giorni sperando di non trovare i tedeschi-

-Come i tedeschi?- chiese Marie spaventata

-Se sono arrivati qui vuol dire che possono arrivare a Parigi, vero?-disse Hanson

-oh, no se sarà così che faremmo?- domandò Icolina con il ricordo dell accaduto poche ore fa.

-Abbiamo 3 giorni, tutto il tempo per pensarci, quindi partiamo subito, coraggio-disse Simone.

Nei successivi 45 minuti la caldaia fu portata a regime e sbloccati i freni il treno si mosse direzione Parigi.

-accidenti, doveva essere una passegiata?tsè poi mi sentiranno quelli lì- pensò Simone e sorrise mentre il treno lasciava la città di Zurigo o meglio quello che ne rimaneva.  

 

Capitolo 5

Partiti da Zurigo dopo 10 ore accaddero un sacco di eventi: il risveglio di Nadia e la sua sfuriata su Simone per aver osato sparare su colei che poteva essere una principessa:

-come hai osato?- urlò Nadia dalla carrozza.

-era l’unica cosa per farti rilassare un po’, non avevo altra scelta- rispose Simone.

E poco dopo il treno fu costretto a fermarsi per permettere alla locomotiva di non fondere e Sansone e Hanson per raccogliere la legna.

Dopo circa 5 ore ripartirono e arrivati nei pressi di un piccolo villaggio francese si fermarono e chiesero informazioni sulla situazione.

-Allora, la situazione è questa! I tedeschi hanno occupato l’Olanda e il Belgio ed hanno invaso la parte settentrionale della Francia, come sospettavo l’Inghilterra ha dichiarato guerra alla Germania e in questo momento stanno arrivando truppe inglesi a Parigi per poi avanzare verso il fronte-spiegò Echo.

-possibilità che i tedeschi inviino truppe speciali oltre il fronte sono alte- spiegò un dipendente della stazione che ebbe l’ordine di chiudere la stazione appena possibile.

-Questo paesino è molto vicino al confine settentrionale svizzero e a quanto ne so i tedeschi bombardano i villaggi francesi dal cantone franco svizzero appena occupato-continuò il dipendente-voi? Dove volete andare?-chiese.

-Veniamo da Zurigo e vogliamo andare a Parigi- rispose Echo

-va bene, vi auguro buona fortuna-

-grazie e altrettanto.-

Ripartirono ed entrarono nella regione a rischio. Durante la notte dovettero fermarsi molte volte per colpa dei bombardamenti condotti dall’artiglieria tedesca su linee francesi in quella zona, comunque loro non furono nemmeno sfiorati dalla battaglia.

-Fanno sul serio- disse Sansone.

-già, presto i tedeschi arriveranno a Parigi, quelle linee là in fondo non resisteranno e noi dobbiamo levarci da qui- disse Simone.

-Proviamo a passare adesso- chiese Rebecca- nessuno si accorgerà di noi con questo trambusto-

-il problema è il rischio di essere colpiti da una granata. I tedeschi sparano a caso nella speranza di colpire il punto giusto che apra le linee francesi, ma se volete mettiamo ai voti-disse Simone.

-Possiamo fare così-esordì Electra-copriamo le pareti delle carrozze con i materassi in modo che probabili esplosioni ravvicinate non toccassero i passeggeri. Il mio voto è positivo poi si vedrà.-

-Okay. Electra?-disse Simone.
-si-rispose lei.
-Hanson?-
-si-
-Sansone?-
-Si-
-Rebecca?-
-si-
-Icolina?-
-si-
-Marie?-
-si-
-Nadia?-
-si-
-Jean?-
-si-
-Bene si parte-

Dopo aver legato i materassi alle pareti il treno ripartì e passo nella zona dei combattimenti senza essere degnato di uno sguardo da parte dei soldati francesi, in fondo loro avevano ben altro a cui pensare. Per i restanti due giorni di viaggio non accadde nulla e arrivarono alla periferia di Parigi a sera.

-Ehi, guardate un segnale di stop- disse Echo.

-Okay su le divise- rispose Jean.

Pochi minuti dopo ad un posto di blocco ferroviario si presentarono Hanson nel ruolo di Generale, Sansone di aiutante e Echo come colonello, naturalmente il tenente di turno rimase di stucco, ma Hanson lo tranquillizzò e dopo 10 minuti tornarono sul treno con permesso di passaggio per Parigi.

-Dunque, la velocità di entrata in stazione è di 10km/h e abbiamo un binario solo per noi-disse Sansone.

Circa 1 ora dopo arrivarono a Parigi e si accorsero della tensione che vi era.

Nella piazza della stazione vi era un accampamento di soldati inglesi e da alcune voci pareva essere uno dei battaglioni migliori di sua maestà e nella piazza a fianco un battaglione francese appena arrivato dal fronte, da Parigi erano partiti in 5000 e tornarono in appena 250 soldati feriti e stravolti dalla pessima esperienza.

Trovato un motel si accomodarono ,ovviamente presero un intero piano e le camere divise per coppia e relativi figli, mentre Simone si accomodò nell’atrio su una sedia e osservava la città, poteva vedere le luci degli edifici più alti e pensava per la prima volta al luogo da cui proveniva e con quel pensiero si addormentò.

-ehi, Sansone tu hai visto con cosa ha sparato Simone?-chiese Hanson

-no, ho solo sentito lo sparo sia contro i soldati che contro Nadia-rispose Sansone

-Non ve ne siete accorti?-esordì Echo nella conversazione

-Che intendi dire?-

-lo sparo che abbiamo sentito era troppo prolungato, come se sparasse a raffica senza che noi lo capissimo-

-sicuro?-chiese Hanson

-visto che sono stato addestrato a sentire i rumori più nascosti ne ho sentiti 4 in 1-disse Echo

-Incredibile, ecco perché non voleva attaccare briga con Nadia- disse Hanson-bene, buonanotte-

-notte-

...e si addormentarono.

Quella notte Electra sogno qualcosa di strano. Era seduta su una poltrona nella sala della casa di Brighton, vicino alla poltrona c’era il camino acceso e il comodino illuminato da una lampadina, stava leggendo un libro e rimase stupita del fatto che il libro era bianco, non vi erano storie e lo chiuse, si avvicno alla finestra e guardo il cielo limpido con la luna piena di sfondo, pensava a Nemo e a alla vita che poteva passare se lui non fosse morto.

-Sei sicura che egli non sia morto?- chiese una voce alle sue spalle.

Electra si girò e vide nel ombra Simone appoggiato al muro che la guardava con sguardo che trasaliva la sua attesa della risposta.

-L’astronave è esplosa dopo la chiusura dei contatti e non vi era tempo per scappare-disse

-E…. e se ti dicessi che può essere sopravissuto perché qualcuno ha deciso di salvarlo. Quale sarebbe la tua risposta?-chiese Simone sorridendo.

-Sopravissuto? Simone se sai qualcosa diccelo a me e a Nadia, ne abbiamo il diritto. Giusto?-chiese lei

Simone non rispose e in quel momento l’ambiente cambiò dalla calda sala della casa ad una sezione del atrio del Nautilus:

-Il Nautilus, questa è la sezione vicino alla cabina del capitano-disse lei.

Simone era in fondo e con lo sguardo la guidò alla cabina-coraggio- disse lui e Electra entrò nella cabina.

La cabina era come se la ricordava: a sinistra l’enorme organo e a destra la scrivania tenuta in ordine e affianco ad essa il letto, ma quando volse lo sguardo verso l’esterno vide il capitano che guardava fuori nell’oceano, quando Nemo vide Electra nel riflesso si girò e la saluto non in lingua francese, ma in atlantideo, lei tentò di rispondere ma la cabina sparì e lei si risvegliò nella stanza del motel con affianco Noah. Si alzò ed uscì dalla stanza dirigendosi verso Simone. Simone avendo un ottimo udito avvertì la presenza di Electra appena essa usci dalla stanza e aperti gli ochhi se la trovo davanti con sguardo interrogativo.

-Cosa succede?- chiese Simone leggermente assonnato. Electra lo guardò e rispose in atlantideo, Simone corrucciò la fronte e inizio anche lui a parlare in atlantideo.

-Allora, lo hai visto?- chiese lui

-E’ vivo? Voglio sapere solo questo-chiese lei

-può darsi, per ora ho l’incarico di portarvi dal dottore, poi si vedrà-

-bugiardo, lui dov’è ?-

-chi ti dice che io lo sappia? Non vorrai tentare a sfidarmi?-

-No ho già visto le tue capacità-

-Io ho solo l’ordine di proteggervi, specialmente voi. So solo questo, per ora nient’altro-

Electra lo guardò ancora per qualche istante, poi si voltò e tornò nella stanza. Non accadde più nulla fino al mattino.

 

6 CAPITOLO

 

La mattina dopo il primo a svegliarsi fu Sansone che uscito dalla stanza si diresse alla sala per la colazione al piano di sotto; passando per l’entrata non intravide Simone:

-Sarà a fare colazione?- pensò e scese.

Infatti lò trovo la alla finestra con una tazza di caffè in mano a guardare la città che si preparava ad un’altra giornata di attesa.

-Ehi, non mi sembri molto riposato-annui Sansone

-Bè, in effetti, non ho dormito molto bene anche perché ho tenuto sotto controllo qui intorno. Mi sa che dovremmo andarcene entro domani.-rispose Simone

-Che bevvi?-

-Caffè-

-Tipico di voi italiani-

Simone lò guardò male.

-Scusa non volevo offendere-Sansone ricordò quel momento tra lui e Nadia-piuttosto io e Hanson non……. Ecco volevamo sapere quale arma usi? Non abbiamo nemmeno visto lo sparo-chiese Sansone

-E per questa domanda che mi cercavi? Per ora non te la mostrò se no vorrete provarla e qui è pericoloso.Dopo colazione sveglieremo gli altri, intanto, io e te prepareremmo un itinerario che ci porti in un posto tranquillo per il recupero, poi lo presenteremo agli altri e in caso accadesse modificheremo qualcosa del piano. Ora lasciami un attimo solo ho delle cose a cui pensare e devo concentrarmi per ricordarle. A dopo- e si allontanò.

Intanto nella stanza più grande dell’attico consegnata a Electra e Icolina con rispettivi figli:

-Buongiorno mamma- disse Noah

-Buongiorno tesoro, allora? dormito bene?-chiese Electra

-Si- rispose Noah

La stanza aveva due letti matrimoniali su uno vi erano Electra e Noah, sull’altro Icolina e Max.

Icolina dormiva ancora mentre Max era sveglio e molto vispo così Electra lo prese in braccio

-Andiamo, lasciamo dormire tua mamma.-disse a bassa voce-forza Noah vieni-

I tre lasciarono la stanza e si diressero verso la sala colazione, durante il loro cammino incontrarono Nadia e Jean che stavano uscendo dalla loro stanza:

-Salve ragazzi, come stanno i due piccioncini?- si girarono e vi era anche Echo.

-Il solito simpaticone-disse Nadia ed Echo sorrise.

Scesi nella sala colazione trovarono Sansone seduto ad un tavolo con davanti una colazione molto lauta,

"Il corpo ha bisogno di energie" diceva sempre così a colazione quando lui,Hanson e Rebecca formavano il trio, e gli altri si sedettero.

-Allora, cosa avete sognato di bello- chiese Noah sorridendo

-Vediamo, io…di…..uhmmm… accidenti non ricordo- rispose Sansone

-Di essere a casa in salotto a leggere un buon libro sulla scienza- disse Jean

-Il solito- disse Nadia-io invece di essere in una foresta e aiutare tutti gli animali-continuò ella

-La solita- ribattè Jean

-Io di essere sul Nautilus-lo disse a voce bassa per non farsi sentire dagli altri ospiti- e di dare la caccia al Exellion, non so perché, ma una voce mi diceva di affondarlo-disse Echo e continuò- e tu piccolo Noah?-

-Io?vediamo….. cosa ho sognato? Ah, si mio pappa che mi salutava- rispose lui. Electra travisò un certo sorriso e Nadia lo noto.

-Electra?- chiese Nadia

-Cosa?- rispose lei

-Cosa hai sognato?- chiese Nadia

-Io? Non ho sognato nulla anche perché ho dormito così profondamente che non ricordo di aver sognato-rispose lei

-Dove sono Icolina, Hanson e Rebecca?- chiese Nadia.

-Dormono- rispose Echo

-Nient’affatto, spero che Sansone ci abbia lasciato qualcosa- disse dall’entrata Rebecca

-ehi, non stai esagerando con le affermazioni?- rispose Sansone sorridendo

-Si, si come no- ribattè lei e qualche risata vi fu da parte di un po’ tutti.

Nei successivi 5 minuti arrivarono Hanson e di seguito Icolina preoccupata perché non trovava Max.

-Ah, meno male-disse Icolina

-Scusaci, ma dormivi così bene e non abbiamo voluto svegliarti-disse Electra

-Non importa, l’importante che fosse con voi-rispose Icolina

-Cosa hai sognato?- chiese Noah

Icolina lo guardò sorpresa.

-Lo ha chiesto a tutti- disse Jean

-Vediamo……non ricordo- disse Icolina

Hanson invece non disse niente. Era troppo assonnato. Aveva passato la notte a pensare il perché di quel viaggio e gli eventi ad esso collegati: l’incontro con Simone, lo scoppio della guerra, la sparatoria tra Nadia e Simone, il loro arrivo fortunoso a Parigi, ma la cosa che lo interessava di più sul piano di inventore era forse, come Sansone aveva detto a Simone, che tipo di arma usa?Hanson sapeva che era una domanda inutile ma comunque la sua curiosità e,non solo la sua ma, anche degli altri lo spingeva a voler sapere chi era Simone, se si potevano fidare di lui e soprattutto chi gli aveva dato l’incarico di scortarli. Ormai era chiaro che qualcuno volesse incontrarli, ma chi?

-Buongiorno a tutti! Vedo che siete riuniti bene- disse Simone dall’entrata.

-Ma come sei vestito?- chiese sorridendo Rebecca.

-Come un qualsiasi cittadino, perché non si può- rispose lui

-Giacca rossa e stivali?- disse Nadia

-sono un tipo originale- rispose Simone

Passarono 20 minuti a ripassare il programma e a modificarlo nei punti non convincenti, alla fine si decise e prese le proprie cose si avviarono all’uscita del hotel. Dopo aver pagato, il dottore aveva dato a Simone soldi sufficienti per tutti i bisogni del gruppo,uscirono dall’albergo:

-Ora ci dividiamo, devo segnalare i nostri spostamenti a coloro che ci verranno a prendere. Ci vediamo nella piazza della torre Eiffel-disse Simone

-Con quale mezzo ci verranno a prendere-chiese incuriosita Rebecca

-Lo vedrete- rispose Simone e si allontanò.

Durante la riunione mattutina Simone gli spiegò ogni cosa, era tutto organizzato loro dovevano trovarsi in un punto e sarebbero stati recuperati per evitare ritardi e pericoli dovuti a scontri nella regione, anche se di controvoglia accettarono e Simone non tardò a tranquillizzare tutti non vi era pericolo.

Lo videro sparire tra la folla e forse dal canto loro speravano che si ritrovassero seppure uno strano tipo era l’unico che poteva proteggerli in caso di bisogno. Presero una via a lato che li portò verso il centro. Per ora la situazione era tranquilla come se non vi fosse la guerra,ma ad ogni angolo vi erano soldati e nelle piazze veri e propri accampamenti, sia francesi che inglesi, tranne alla torre Eiffel che svettava sugli altri edifici.

Arrivati nei giardini presso la torre si sedettero su delle panchine: Hanson e Sansone osservavano le ragazze che c’erano intorno Rebecca invece osservava gli uomini che passavano li vicino, mentre gli altri parlavano tra di loro.

-Che si fa?-chiese Marie

-Aspettiamo che Simone torni visto che l’appuntamento è qui-rispose Icolina

-Io propongo di visitare questi parchetti visto che questa è l’unica area non militarizzata. Ci state?- disse Marie.

Presi gli ultimi accorgimenti su orari e posto il gruppo si divise: Echo, Icolina Electra e Noah e Max presero i sentieri che portano nel parco Jean, Nadia e Marie presero l’ascensore che portava in cima alla torre Eiffel, mentre Rebecca, Hanson e Sansone si diressero verso la piazza che sconfinava con il parco.

Intanto Simone si era messo in contatto telegraficamente con i suoi "collaboratori" ai quali passò il quadro della situazione e decise di il recupero nella parte più a nord di Parigi al primo ponte della Senna alle ore 24.00 dello stesso giorno, conclusa la discussione uscì e prese in considerazione l’acquisto di soldatini di legno per Noah e Max visto l’eta di quelli vecchi e si diresse ad un negozio di giocattoli. La giornata era stupenda, sole caldo e limpido e il rumore tipico di una piazza sembrava il massimo, ma nessuno poteva immaginare quello che stava per accadere. In quel momento alla stazione erano in arrivo decine di vagoni che secondo i documenti giunti prima di essi trasportavano rifornimenti per i soldati a Parigi, al loro arrivo furono avvicinati da gruppi di operai:

-ehi, Paule cosa farai domani?- chiese uno di essi.

-domani? Darò le dimissioni e mi trasferirò nel sud con la famiglia e tu?- Disse Paule

Ma non ricevette risposta nel momento in cui stava per rispondere aprirono le porte dei vagoni e i tedeschi li balzarono addosso immobilizzandoli e imbavagliandoli così loro come i loro colleghi. All’inizio puntarono sulla piazzola della stazione dove si scontrarono con i soldati francesi, poi lo scontro si spostò nella piazza principale e nei quartieri accanto per la città si udirono esplosioni e colpi di fucile fino alla piazza della torre Eiffel talmente vicina alla battaglia che reparti tedeschi vi entrarono e i primi a fronteggiarli furono Hanson, Sansone e Rebecca fino a quelò momento seduti ad un tavolino con davanti tazze di tè; Sansone si gettò su di loro a mani nude e ne stese 7 in poco meno di un minuto per poi unirsi ad Hanson e Rebecca che disarmati iniziarono un lancio di tazze e vassoi contro i soldati finche questi ultimi non iniziarono a sparare, poi i tre dovettero scappare. Nadia e Jean dalla torre videro il macello sottostante nei pressi della stazione e della piazza:

-Jean, guarda che disordine-

-già ora scendiamo e mettiamoci al riparo- rispose lui. Jean prese per il braccio Nadia e mentre scendevano Jean notò dei traccianti nel cielo e di seguito delle esplosioni nei pressi della torre:

-a terra, rimani giù più che puoi- urlò Jean

Nei sentieri del parco i colpi di mortaio arrivarono in numero esiguo, ma pur sempre distruttivi.

-a terra, presto sono qui- Urlò Echo.

Electra, Icolina si gettarono a terra tenendo sotto di essi Max e Noah mentre Echo si appiattì ad un albero finche il bombardamento non cessò. A fine battaglia la situazione si stabilizzò i tedeschi avevano occupato la zona della stazione e parte della zona orientale di Parigi decimando le truppe francesi e costringendo metà della popolazione ad evacuare.

All’inizio del bombardamento Simone stava uscendo da un negozio di giocattoli con in mano dei soldatini di legno- eh,eh,eh i bambini impazziranno per questi- e si avviò per la strada principale per la torre, stava camminando per la via quando un proiettile di mortaio distrusse un negozio di vestiti alle sue spalle si scatenò il finimondo la gente inizio a scappare e mentre lui tentava di raggiungere la torre si trovò ad affrontare la marea di gente controcorrente che scappava tanto da indurlo a fermarsi in una via laterale ed attendere che la battaglia finisse.

Dopo 10 minuti di attesa la battaglia finì e Simone uscì dalla via e corse verso la torre; arrivato nella piazzasottostante la torre trovò il campo di battaglia pieno di morti e feriti, sia francesi che soldati tedeschi, i feriti venivano aiutati da conoscenti e da sconosciuti i morti venivano saccheggiati dagli "sciacalli".

-No, troppo tardi, speriamo che siano sopravissuti tutti- disse Simone e inizio a cercare tra i corpi qualcuno del gruppo ma non trovò nessuno.

-Per fortuna- pensò e continuo la ricerca.

Mentre Simone girava pensava che dovunque essi erano non lo vedevano, in fondo la piazza era immensa così prese una decisione mise la mano nel fianco destro della giacca ed estrasse la pistola; chi la vedeva da vicino rimase paralizzato da tanta bellezza, era di colore argenteo il manico anch’esso era argenteo e ,a prima vista, molto comodo per chi la impugnasse; la parte più curiosa della pistola era la parte superiore la canna era sovrastata da quella che sembrava una camera d’aria. Simone l’alzo al cielo e spero che gli altri intravedessero il riflesso della luce solare sulla pistola, dopo circa 1 minuto ripose la pistola nella giacca e attese.

-Dalle pendici della torre si intravidero le ombre delle persone che si rialzavano e tra esse vi erano Jean e Nadia:

-Jean, hai visto quel bagliore?-chiese Nadia

-Si credo che fosse Simone, ci ha segnalato la sua posizione, dai andiamo prima che ricomincino. Forza- rispose Jean e presa per mano Nadia scesero di corsa la scala e entrarono nella piazza dirigendosi verso la fonte del bagliore.

-Quello è Simone hai visto? Cosa ha usato?- chiese Sansone

-Basta un pezzo di metallo chiaro:oro o argento, lo punti contro il sole e l’oggetto riflette la luce del sole. Dai a quest’ora ci starà aspettando!- disse Hanson

-Mi chiedo come stanno gli altri- disse Rebecca con tono preoccupato. E si avviarono verso Simone

La stessa cosa fu pensata da Echo che aveva intravisto il bagliore tra i cespugli utilizzati come punto di osservazione.

-Dai quello era sicuramente Simone, ci ha segnalato la sua posizione. Andiamo a raggiungerlo-disse Echo

-Okay- risposero in coro e uscirono allo scoperto.

I primi ad arrivare furono Hanson, Sansone e Rebecca; successivamente Nadia e Jean e per ultimi Echo e le ragazze. Simone li salutò tutti con un sorriso e un –salve ragazzi, meno male che state tutti bene-e di risposta la richiesta di allontanarsi dalla piazza.

-Il recupero sarà stanotte alle 24.00 presso il ponte più a nord di Parigi, quindi propongo di andarcene da qui- e guardando verso la stazione-prima che tornino con i rinforzi. Ci state?- E senza metterlo ai voti uscirono dalla piazza velocemente e si avviarono verso il punto di recupero.

Il resto della giornata lo passarono a camminare tra le vie piene di soldati diretti al campo di battaglia e di persone che si preparavano a fuggire. Per ore non videro altro fino a sera girando per la via che porta ai ponti del lato nord notarono le strade illuminate:

-Ehi, avete visto, ma non pensano ai bombardamenti?- chiese Hanson

-Forse questa zona è fuori tiro dei cannoni, oppure i tedeschi se ne sono andati- rispose Rebecca

-La calma prima della tempesta- disse Sansone e subito Rebecca lo fulminò sul posto-Tu dai sempre degli incoraggiamenti così vivaci. Ma vuoi chiudere quella boccaccia o no?-

-Okay,okay- rispose Sansone

-Ci siamo ecco i ponti del lato nord. E adesso?- chiese Echo

-Il ponte più a nord, ci vorrà un po’, ma siamo in anticipo quindi rallentiamo e visto che siamo in zona e siamo affamati laggiù vedo un ristorante chi ci sta?-disse Simone.

La risposta anche a questa domanda fu l’avviarsi dei bambini, i più affamati del gruppo, seguiti dagli altri.

2 ore dopo, erano le 10.30, uscirono dal ristorante sazi e soddisfatti:

-Incredibile che ci fosse ancora un ristorante aperto- disse Nadia

-Può darsi che per ora qui si è al sicuro o appena laveranno i piatti chiuderanno per fuggire le possibilità sono tante-rispose Jean. E si avviarono. Il gruppo era cosi posizionato sullo stradone che porta a nord: davanti Nadia, Jean e Rebecca; al centro Icolina, Marie Electra e Max; alle spalle Sansone, Hanson, Noah ed Echo; Simone per ultimo.

-Ehi, vieni anche tu, stiamo parlando dei vecchi tempi e forse può interessarti la storia di come ci siamo incontrati- Urlò Sansone.

-Non serve la so già tutta dall’inizio alla fine-rispose sorridendo Simone

-Cosaaaaaaaa?- e il gruppo "spalle" si fermò- un momento. Come fai a saperlo se ci hai conosciuto pochi giorni fa?- chiese sorpreso Echo- tu conosci tutta la storia?-continuò.

-Si, almeno fino a quando l’Exellion, gran bella astronave anzi se ricordo bene quello che mi ha detto lui era un incrociatore- rispose Simone guardando il terreno e notò lo sguardo stupefatto di tutti quando alzò lo sguardo e per punzecchiare un po’-Bè, se quello era un incrociatore allora le corazzate dovevano essere uno spettacolo- e continuò- ah, guardate che gli altri non si sono accorti della nostra fermata ed è meglio che li avverta- e inizio ad incamminarsi aggirando il gruppetto-Ehi, fermatevi un attimo-urlò e gli altri davanti si fermarono- Cosa c’è – gli urlò di risposta Jean che radunati il duetto di testa con il gruppo di centro raggiunsero gli altri:

-Ehi lui sa tutto- disse Hanson piuttosto irritato

-tutto di cosa?- chiese Marie

-Di noi, di voi, del Exellion e di Atlantide-Sansone

-Non sarai anche tu un sopravvissuto alla distruzione di Tartessos- chiese Electra visibilmente incuriosita

-No, io vengo da ancora più lontano e per mia sfortuna avrei voluto visitare Atlantide e Tartessos, ma sono arrivato tardi, la mia conoscenza sui fatti mi è stata data dalla persona che mi ha incaricato di scortarvi, per il resto vi dico che sono italiano se vi interessa e che questa è la mia, come posso dire, compagna di viaggio-rispose Simone ed estrasse la pistola e si girò verso Hanson:

-visto che me lo avevi chiesto? Ecco ma stai attento è carica- e gliela passò, di seguito si rivolse alle ragazze-Bene, visto che i ragazzi saranno occupati ad esaminarla per rispondere alle loro curiosità io e voi daremmo un occhiata alla cartina anche perché mi sa che dovremmo affrettarci- Nei minuti seguenti Simone, Icolina ed Electra si occuparono di calcolare quanto tempo ci volesse per raggiungere il ponte mentre Nadia e Marie si occupavano dei bambini.

-Senti un po’ ,ma la camera d’aria non provoca uno squilibrio della canna- chiese Sansone

-No è equilibrata al 100% e si ricalibra da sola- rispose Simone intento a rispondere a qualche domanda e tenere d’occhio la situazione sulla cartina- Bene e ora di andare siamo in ritardo e abbiamo 3 km da fare a piedi-continuò e riunitisi si incamminarono. La sera era simile alle notti precedenti luna stelle si vedevano benissimo la città era illuminata il fiume scorreva tranquillamente e non c’era vento capitava che incrociassero dei soldati francesi ma essi erano impegnati in altre faccende e non si fermavano neppure per un controllo, circa verso le 23.57 arrivarono al ponte sfiniti e siccome li vicino vi era un parchetto decisero di sedersi sulle panchine:

-Accidenti che camminata- si lamento Rebecca

-Ci voleva almeno sono in forma-rispose fiero di sé Sansone

-il solito spaccone? Vero Sansone?- disse Jean

-già il corpo deve essere sempre in forma- e inizio a ridere

-ma fa sempre così- chiese Echo ad Hanson

-a volte fa peggio- rispose Hanson tanto da fare andare su tutt le furie il diretto interessato che lo prese per il colletto e lo tirò su di forza.

-Come osi prendermi in giro?-ringhiò Sansone

-Si vede che ho ragione- rispose Hanson

E Sansone lo guardò male per qualche secondo poi scoppiò a ridere e lo mise giù abbracciandolo e visto che si conoscevanno da anni lui ed Hanson intonarono un motivetto che ben presto influenzò pure gli altri e siccome Simone non lo conosceva si mise li vicino ad ascoltarlo sorridendo.

-Simone, come fai a sorridere sempre?- chiese Noah

-Perché sono contento nel cuore- rispose lui e questo lasciò perplesso Noah che ancora non capiva il senso di certe frasi alzò le spalle e si mise ad ascoltare il motivetto d’un tratto Simone alzò lo sguardo come se fosse stato allertato da qualcosa si alzò e si allontanò:

-Ehi, dove vai?- chiese Marie

-Mi allontano un attimo, non preoccupatevi. A dopo- rispose Simone

La mezzanotte passò e della nave di recupero nemmeno l’ ombra, nel frattempo Simone tornò e si notò come la sua espressione era cambiata da tranquillo e sorridente a preoccupato e agitato.

-Cos’è successo?- chiese Nadia

-Niente- rispose lui-non sono ancora arrivati? Si vede che vi è qualche problema?-continuò.

-Comunque stare qui è rilassante.Niente rumori e persone-disse Nadia

-Le ultime parole famose- pensarono tutti quando colpi di cannone centrarono gli edifici dalla parte opposta del fiume e di seguito anche da quella parte.

-Accidenti, si ricomincia- disse Icolina

-Forza tutti sotto il ponte- urlò Echo e si rifugiarono sotto il ponte mentre tutto intorno cadevano proiettili.

-Questi sono proiettili di tutte e due le artiglierie, forse il ponte e un obbiettivo strategico- disse Sansone

-Ci siamo- disse Simone a bassa voce e si avvicinò all’acqua successivamente gettò delle pillole colorate:

-Queste segnaleranno la nostra posizione al sottomarino- disse Simone

-Sottomarino?- ribattè sorpresa Electra-Il mezzo di recupero è un sottomarino?-

-Non ho mai detto che fosse una barca, anche, perché il rischio di essere affondata è alto-rispose Simone

-Ehi, state giù i proiettili si avvicinano. Stanno prendendo la mira.Dannati-ringhiò Sansone e come se le rispettive artiglierie lo avessero sentito visto che iniziarono a bombardare direttamente il ponte e le ragazze coprirono i bambini e gli uomini le ragazze, Simone si era staccato e osservava da sotto il ponte la superficie del fiume:

-Eccoli!finalmente- disse Simone

Nel momento in cui una salva colpì il centro del ponte provocando il collasso di parte di esso loro vi erano proprio sotto e pensando al peggio si raggomitolarono nella speranza che almeno chi era coperto potesse salvarsi, ma, accadde qualcosa il ponte smise di crollare e quando videro cosa ne aveva evitato il crollo rimasero stupefatti:

-Ma quello sembra il Nautilus, come può essere?- disse Electra

-No il suo nome è Blu Number Six appena in tempo- rispose Simone

Il sottomarino era nel mezzo delle sponde del fiume, era gigantesco, forse più grande del Nautilus, di colore blu tranne il numero 6 disegnato sulla pinna caudale ben illuminato e mentre osservavano quel gioiello di tecnologia sentirono unavoce provenire da uno dei fianchi del sottomarino:

-Ehi, ragazzi volete rimanere la a farvi sparare addosso o volete un passaggio-urlò un uomo sulla mezzà eta, vestito di verde e con un capellino con al centro una stella, e di corporatura piccola-accidenti, Simone in mezzo ad una guerra ci dovevi portare?- continuo

-Ciao Sam come va?ma dove cavolo eravate?a prendere il sole alle hawaii-rispose sorridendo Simone

-Sono loro?-chiese Sam

-Si, caricali e portali via- rispose Simone

E mentre iniziarono a caricarli dai bambini e poi dalle ragazze intorno a loro ricominciò il bombardamento:

-Con questo affare in mezzo e per di più illuminato a giorno quelli si divertono- disse Sam

-Sam ascolta, io devo assentarmi li lascio a te mi raccomando_ disse Simone

-Cosa?- rispose Sam

-Il consiglio mi ha convocato per discutere una questione importante e non posso venire con voi-continuò Simone

-potresti andarci dopo-rispose Sam

-Magari, ci vediamo i miei saluti a tutti-disse Simone

-aspetta ora che siamo qui ci lasci-una voce dallo sportello in cui il gruppo era entrato. Era Electra-non dovevi portarci ad ogni costo da codesta persona?-

Simone rimase perplesso-purtroppo motivi personali mi obbligano ad assentarmi, ma vi raggiungerò appena potrò- e mentre si stava per avviare si arrestò e si giro, andò da Electra e gli consegnò una lettera-questa ti spiegherà tutto, ma la aprirai solo se te la sentirai e di seguito la dovrai raccontare agli altri. Mi fido di te.Ci vediamo più tardi. A proposito a fatto bene a scegliere te.Sei una fantastica persona- e si allontanò.

Electra rimase colpita da una frase " a fatto bene a scegliere te"e guardando la busta rientrò seguita da Sam.

Successivamente chiusi i portelloni il sottomarino si inabisso nella Senna lasciando dietro di sé il ponte che privo di sostegno cadde in acqua.

 

CAPITOLO 7

Immersosi nella Senna il Blu 6 si fermò per impostare una retromarcia visto che vi stava stretto. Quindi mentre il sottomarino iniziò la manovra il gruppo fu scortato da Sam in quella che doveva essere la plancia. La plancia era divisa in più settori: uno per i sonar, formati da schermi che non solo davano distanza dagli oggetti ma ne disegnavano i contorni e ne davano la dimensione, la seconda dal posto del timoniere e dal navigatore dotato di computer e carte nautiche digitalizzate e la terza era il posto del comandante formato da una poltrona dotata di pulsantiera e di cinture sistemata in uno spazio alle spalle del timoniere.

-Rapporto situazione-chiese Sam rivolgendosi ai marinai.

-Scafo superiore leggermente graffiato, tutti i sistemi sono in funzione e non si rilevano danni maggiori allo scafo- rispose il marinaio al computer, forse il 2 ufficiale,pensarono tutti.

-Bene, navigatore quanto ci vorrà per arrivare in mare aperto?-chiese Sam

-Visto che la rotta è la stessa dell’andata, l’unico problema è il fatto che stiamo andando in retromarcia e il tempo di arrivo si allungerà, signore. Rispose il navigatore.

-Non c’è fretta. Indietro piano ¼ di forza. Sonar?- chiese Sam?

-Non si rilevano ostacoli a parte qualche spuntone dal terreno-rispose il sonar e Sam annuì.

-Ora vi prego di seguirmi nella mensa dove potrete rifocillarvi e riposarvi-continuò.

Qualche minuto di marcia tra gli stretti corridoi del sottomarino arrivarono alla mensa e naturalmente anch’essa era stretta così i ragazzi decisero di stare in piedi e di far sedere le ragazze e i bambini. Per circa 10 minuti mangiarono e scherzavano sul modo piuttosto avventuriero di come stavano viaggiando.

-A proposito- chiese Marie-Simone?-

-Ehmmm, ha avuto problemi di lavoro. Vi raggiungerà più tardi- disse Sam.

-ah-rispose Marie

Durante il pasto vi furono delle discussioni tra Sam e il gruppo dei ragazzi mentre le ragazze si occupavano di addormentare i bambini:

-E’ possibile visitare il resto del Sottomarino?- chiese trepidante Hanson

-Purtroppo per ora no tutto il personale è in servizio, ma non appena si libera qualcuno vi farò fare una visita guidata di tutto il Sottomarino- rispose Sam

-Io invece della visita vorrei provare la vostra postazione sonar. E’ possibile?- chiese titubante e imbarazzato Echo

-Vediamo in mare aperto, comunque non posso garantirtelo- rispose Sam

-Incredibile, un sottomarino del genere come può muoversi così agilmente nella Senna, e poi che tipo di armi avete? perché mi sembrate più un sottomarino da guerra che di recupero-chiese Sansone sempre curioso di conoscere nuove armi,viste le torrette elettroniche e astronavi, con la speranza di provarle.

-Dunque abbiamo siluri e minisottomarini d’assalto. Per quanto riguarda il movimento abbiamo un ottimo navigatore-rispose Sam e Sansone annuì.

-Che tecnologia avete?- chiese Jean

-eh,eh,eh non si dice- rispose Sam e continuò- Sansone giusto?si, allora questo sottomarino ha appena affrontato una guerra, quindi per motivi difensivi abbiamo preferito tenerlo armato anche perché Simone ci ha avvertiti che la situazione era calda, ma adesso siamo al sicuro e in mare aperto punteremmo sulla Scozia-

E Sam notò la sorpresa di tutti a sapere la loro destinazione.

Successivamente furono accompagnati alle loro cabine, tipiche dei marinai piccole ma comode con la brandina, un bagno e una piccola scrivania. Addormentato Noah Electra impugnò la lettera che Simone gli passò e penso a quelle parole "a fatto bene a scegliere te" e iniziò ad aprire la busta, al interno vi era un foglio ed un’altra busta, la aprì e lesse il messaggio soprascritto:

"Signorina Electra,

Questa lettera è divisa in due parti, nella prima che troverà le racconto cosa accadde 5 anni fa e il perché della mia presenza, in seguito lei deciderà se leggere la seconda busta. Ovviamente mi è stata consegnata sigillata, quindi, non le so dire cosa vi può essere scritto. In caso di mia mancanza Sam si prenderà cura di voi fino in Scozia, mi saluti gli altri. Egregi saluti. Simone"

Electra fissò il messaggio poi la 1 busta e di seguito la seconda; la sua curiosità voleva che leggesse la lettera sigillata per sapere chi gliela inviava ,ma la sua idea fu di andare in ordine numerico appoggio la seconda busta aprì la prima e iniziò a leggere. Già nelle prime righe ebbe la risposta.

Nello stesso istante Simone era in una stanza vuota e buia, a parte il punto in cui era, si girò, sorrise e si rigirò alzando la testa:

-Allora, egregi signori del consiglio. Perché sono stato convocato?-chiese Simone ad alta voce

-Per discutere della tua missione originale che tu stesso ti sei rifiutato di portare a termine- rispose una voce molto seria.

-E del tuo modo di fare- continuò un’altra voce ma questa volta femminile.

-Perché?- chiese Simone

-Ti sei esposto troppo e in più hai chiesto sostegno a persone che non hanno avuto il consenso del loro responsabile- rispose un'altra voce maschile meno seria.

-Mezzi? Ah il number 6, si ho chiesto sostegno e loro hanno accettato. Non sapevo che non vi era il permesso-rispose Simone

-Non dire cavolate, sappiamo il tuo modo di agire e siamo qui per questo. 5 anni fa lasciammo correre perché perdemmo i contatti con te e quando finalmente li riprendiamo scopriamo che tu stai facendo tutto di testa tua-esclamò la voce femminile

-Si e voglio farvi notare come sia per 5 anni fa anche ora per la missione attuale ho il permesso del mio responsabile e secondo la 3 regola del consiglio se un responsabile vuole fare di testa sua può farlo a patto che essa venga effettuata al interno della loro zona-rispose Simone. Per qualche minuto non accadde nulla poi la stanza iniziò ad illuminarsi davanti a sé Simone si trovò un largo tavolo che correva da un angolo all’altro e seduti a questo tavolo vi erano delle figure, Simone ne vedeva solo le ombre ma li conosceva tutti, tranne ad una a cui Simone fece attenzione.

-Quella era la sedia a lui destinata, ma tu salvandolo hai stravolto il destino di quella persona ed ora noi vorremmo sapere perché lo hai salvato- disse la voce maschile meno seria

-Ho avuto il permesso dal mio responsabile. Questo è tutto- rispose Simone e alzatosi si rivolse ancora a loro-Con o senza il vostro permesso io mi congedo. Ho una missione da portare a termine-

Di tutta risposta le ombre si agitarono. Simone si girò- Godo della protezione del mio responsabile e del suo permesso e poi- sorridendo- voi contro di me non avete speranze, ricordatevi la mia posizione gerarchica. Signori- e si allontanò nel ombra.

Electra finì di leggere la prima lettera e alzando lo sguardo iniziò a ridere felice.Noah la senti e aprendo gli occhi:

-Mamma, cosa succede?-chiese Noah

-Scusami tesoro, ma ho avuto una bella notizia- ed abbracciò Noah talmente forte- Mamma, adesso mi stai facendo male-continuò Noah.

-Scusami ancora. Dai torna dormire- Noah si sdraiò e anche lei a fianco felice di quello che aveva letto ma siccome era troppo contenta si alzò e uscì dalla cabina avviandosi verso la plancia;arrivata in plancia cercò gli altri:

-Salve, vorrei sapere se avete visto gli altri del mio gruppo?-chiese Electra ai marinai di servizio

-Si il comandante li ha accompagnati alla cabina panoramica- rispose il sonar tenendo lo sguardo sul monitor

-Come si arriva- chiese Electra

-Ripercorra il corridoio sino all’ secondo corridoio parallello, a sinistra su per le scale ed è arrivata?-rispose questa volta il timoniere

-Grazie. A Proposito come fate a navigare a marcia indietro tra gli spuntoni?-chiese Electra

-Eh, è abbastanza difficile ma ci siamo abituati a manovre strette-rispose il timoniere e in quella risposta Electra sentì un certo tono di nervosismo e capì di dover raggiungere gli altri e usci dalla plancia. Nei successivi 20 minuti si perse 3 volte e fini per dover obbligare il comandante ad accompagnarla:

-Ehi comandante questo sottomarino è gigantesco-disse Electra

-Gia scusate mi sono dimenticato di affiancarvi degli accompagnatori e accompagnatrici, scusate-rispose Sam.

La cabina panoramica era tra la pinna caudale e il resto del sottomarino;girava intorno all’asse del sottomarino e questo permetteva di vedere tutt’intorno e nel mezzo delle seggiole; su di esse vi erano seduti Jean, Hanson e Sansone che discutevano e si scambiavano pareri sul sottomarino mentre Rebecca, Marie, Nadia parlavano con l ufficiale in seconda. Quando entrò il comandante, con al seguito Electra, si raccolsero tutti intorno ad esso:

-Dunque, visto che mi avete chiesto una visita del sottomarino ho deciso di concedervelo. Domani vi affiancherò alcuni responsabili che vi accompagneranno per i ponti. Domani mattina arriveremo in mare aperto ed entro dopodomani a mezzogiorno arriveremo a destinazione in Scozia. Ora sono le 02.00 vi consiglio di andare a dormire sarà una giornata movimentata- e si diresse alla plancia.

-Bene signorine e signorini a nanna. Forza su dai- esclamò Sansone sorridendo e si avviarono alle proprie cabine e la notte passò tranquillamente.

La mattina dopo alle 10.00 iniziò la visita guidata a cui parteciparono i bambini con le madri, e ovviamente Hanson e Jean visibilmente emozionati, con il 2 ufficiale e il nostromo come accompagnatori. Mentre Echo scambiava informazioni e opinioni con il sonar; Sansone era nella cabina panoramica ed osservava il mare; Marie era in cabina sua a dormire; Nadia era in biblioteca del sottomarino a leggere enciclopedie sulla natura; fino a quel momento andava tutto bene.

Nel frattempo Simone camminava nel corridoio di un edificio sito al centro di una città, tutto normale, a parte che la città era diversa, aveva gli edifici alti e le strade erano in cemento con semafori su cui passavano strani veivoli;Simone aveva imboccato un corridoio con a sinistra le finestre verso l’esterno, a destra un muro tapezzato di quadri.

-Oggi qual è il tuo nome?- chiese una voce maschile dietro un’angolo

-Simone, ma se vuoi chiamami con il nome originale-rispose Simone

-Per ora, va bene così. In questo momento dietro il voto del consiglio e il permesso del loro responsabile la flotta è salpata per intercettare il number 6-disse la voce

-Perché?-chiese Simone

-Per accelerare la fine della tua missione e perché il tuo caro fratello sta combinando disastri nelle altre zone-

-Mio fratello?-sorridendo- a lui ci penserò dopo, lo già sistemato una volta e appena saprà che il consiglio mi ha contattato si calmerà, per qualche giorno possiamo stare tranquilli.Ora devo andare li accoglierò a destinazione-e incamminandosi- una cosa se noi siamo superiori nella scala gerarchica, perché dobbiamo ubbidire a loro?-chiese Simone

-Loro sono il potere legislativo e noi il potere esecutivo ricordatelo- rispose la voce

-Dovrei parlare con il capo supremo;quelli si prendono troppe libertà. Saluti- e se ne andò

-Sempre di testa sua, già gli ho insegnato troppo- esclamò la persona dietro l’angolo si girò e se ne andò anch’esso.

Al largo delle coste francesi affacciate sulla manica comparvè dall’acqua un’asta:

-Comandante ci siamo! Siamo usciti dal tunnel-disse il navigatore

-Bene rotta nord ovest avanti mezza. Su il periscopio-ordinò il comandante

-E’già alzata per via dei danni subiti a Parigi. Per ora l’ orizzonte è libero-disse il 2 ufficiale

-allora alla via cosi-rispose il comandante

E mentre si sedeva alla poltrona di commando:

-Comandante? Contatto sonar –esclamò il sonar-contatto sommerso. Distanza 23.000 yard. Procedura di riconoscimento avviata- continuò il sonar

-Timone a dritta!allarme giallo tutto il personale ai posti di manovra-ordinò il comandante

Per il sottomarino si scatenò il finimondo,marinai che correvano per i corridoi e continui messaggi all’altoparlante fino a quando:

-comandante!procedura di riconoscimento terminata e il number 3 insieme a tutta la flotta-esclamò il sonar

-La flotta?- chiese sorpreso Sam

-Si comandante è la flotta blu-continuò il sonar

-Messaggio in arrivo- disse il navigatore

-Sull’altoparlante-ordinò Sam

Subito dopo si sentì una voce per tutta la plancia:

-Number 3 a Number 6. Passo-

-Qui Number 6. Passo-

-Messaggio per il comandante Sam da parte del consiglio- Rimasero tutti sorpresi- il consiglio?cosa è successo?avanti con il messaggio-

-Dopo la votazione unanime con 1 astenuto si è deciso l’accelerazione del compimento della missione affidata a Simone dal suo responsabile. Avete 8 ore per portarla a compimento pena l’abbordaggio e l’arresto del equipaggio. L’esecuzione è immediata.Passo-

-8 ore?navigatore quanto manca?- chiese Sam

-A questa velocità arriveremmo tra 23 ore e 35 minuti-disse il navigatore

Sam si tolse il cappellino dalla testa e corruciando la fronte:

-Navigatore segnali l’esecuzione immediata del ordine- afferrò il microfono:

-A tutto il personale da ora fino a nuovo ordine i turni di riposo sono sospesi. Tutto il personale ai posti di manovra. Timoniere avanti tutta portare il reattore oltre il limite, attivare anche i motori ausiliari se è necessario. Abbiamo 8 ore. Muoviamoci-

Il Number 6 si unì alla flotta e portando i motori oltre il limite si avviò sulla rotta programmata; dalla cabina panoramica il gruppo notò l’arrivo della flotta, rimanendo sorpresi per il numero di sottomarini e si chiedevano la loro nazionalità, e l’accelerazione del sottomarino che fece capire che qualcosa stava andando male.

 

CAPITOLO 8

Nelle successive 7 ore il number 6 accelerò e seminò il resto della flotta, puntando verso nord-est, raggiunserò la Scozia e terminata la procedura di approdo in una laguna sovrastata da un castello medievale iniziarono a sbarcare sulla spiaggia.

-Siamo arrivati. Continuate per quel sentiero fino al castello e arrivati bussate alla porta. Arrivederci-esclamò Sam.

E risali sul gommone puntando verso il sottomarino scomparendo in una lieve foschia. Il gruppo rimase sulla spiaggia per circa mezz’ora:

-Allora, siamo arrivati , siamo stanchi, andiamo a vedere chi ci ha fatto fare questo bel viaggietto?- chiese con tono critico Rebecca.

-Sono d’accordo con te. Anche perché mi chiedo chi sia quindi andiamo- rispose Sansone

E si avviarono al castello. Il sentiero era libero e ben visibile; alla loro sinistra vi era un boschetto fatto di pini e cespugli ben tenuti; mentre a destra vi era un muretto ben tenuto, forse vi era un custode si chiesero, e avvicinandosi si accorserò che il castello era immenso, vi era un ponte mobile che in quel momento era abbassato:

-Ehi, se ora passiamo e rimaniamo chiusi dentro?- chiese agitata Marie

-Tranquilla! Ci siamo qui noi- disse Jean e gli altri lo osservarono ridendo e continuò- d’accordo, d’accordo- e zittì.

Oltre il ponte vi era un giardino, anch’esso ben tenuto, che divideva in due il castello; nella parte sinistra vi era la zona "operativa" formata da stalle e depositi materiali; nella parte destra la zona "vita" formata dalle stanze per i residenti e salotti. Imboccarono la via per la zona "vita" e arrivati alla porta bussarono e attesero, pochi secondi dopo la porta si aprì, all’inizio non si affacciò nessuno poi di colpo:

-Buonaseraaaaaaa! Allora come è stato il viaggio- Esclamò Simone spaventando tutti quanti

-Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh- urlò Marie che era già agitata per l’atmosfera figurarsi uno scherzo del genere.

-Ma che modi sono?- domandò Nadia

-Scusate ma non ho resistito. Un castello in mezzo alla nebbia, un gruppo di persone sole, una tentazione alla quale non ho resistito.- disse Simone sorridendo

-Allora- chiese irrittata Rebecca- ci fai entrare?-

-Prego-

Ed entrarono. Come immaginavano il castello era immenso; all’interno vi era un corridoio ben arredato con specchi, fiori e divanetti, nelle stanze adiacenti si poteva notare il buon gusto del proprietario arredandole con i classici divani, mobiletti e per ciascuna un camino con le pareti colorate di colori chiari.

-Uaooo! Chi vive in questo castello?- chiese Noah

-Le spiegazioni a dopo. Adesso venite vi sono tazze di tè caldo e biscotti pronte per voi- disse Simone

Entrarono e si sedettero sui divani, anzi si stravaccarono per la stanchezza, iniziando a servirsi.

-Allora?devo presumere che sei il proprietario di questo castello?-chiese Nadia

-No. Magari comunque e di un vostro conoscente- rispose Simone

-Già per l’esattezza è mio-esclamò una voce alle loro spalle- in realtà l’ho ereditato da miei antenati e non avendo tempo di usarlo lo uso solo per i fine settimana e per oggi, che è un giorno importante-continuò il dottor Macmahon

-Dottore- esclamarono quasi tutti all’unisono. Lui sorrisè e continuò- vedo che state tutti bene dall’ultima volta. Vero? Spero che Simone sia stato gentile con voi-

-Si anche se a volte è stato irrittante-rispose Electra

-Si figuri che ha ucciso 4 soldati e sparato contro di me- Esordì Nadia.

Il dottore rimase sorpreso e guardò Simone. Simone rispose con un lieve movimento delle spalle- si lo ammetto, ma quei soldati non sono mica morti, anzì, adesso si saranno svegliati con un terribile mal di testa-

-Cosa? Ma se li hai sparato?- esclamò Nadia

-Si certo, ma con questi- e estrasse dalla tasca dei proiettili a prima vista normali, tranne quando a vederli meglio si nota l’estremità di colore rosso- vedete questo proiettile è speciale, la sua punta è collegata ad un congegno che al contatto con il bersaglio rompe una sacca piena di vernice rossa simile al sangue in questo modo il nemico credendosi gravemente ferito o sveniva e si credeva morto, oppure scappavano urlando-si fermò e osservò lo sguardo stupefatto di tutti- questo proiettile lo uso solo in missioni speciali e devo dire che il colpo che si riceve,specialmente in testa, da lo svenimento immediato. Per te, come ho già spiegato, e bastato spaventarti e la paura e l’agitazione hanno fatto il resto-

Sorrise quando notò che tutti erano si stupefatti e alcuni di loro lasciavano trasparire una certa voglia di prenderlo a schiaffi da parte di Nadia e di tutte le altre ragazze, mentre dai maschi traspariva la voglia di prenderlo a pugni.

-Dai non fate quella faccia. Siete al sicuro e non volete sapere chi vi ha fatto venire qui?-chiese Simone

-Adesso non ci dirai che è qui?- chiese Rebecca ormai stufa dei soliti discorsi

Simone si alzò e sorridendo si avvicinò alla finestra e guardando verso l’esterno-Vediamo prima di partire ho lasciato ad Electra una lettera che conteneva la verità su questo viaggio. Devo presumere che non ve lo abbia detto come mia richiesta. Vero?- e guardò Electra dal riflesso e attese.

-Ecco, non me lo ricordavo. Ero troppo contenta- rispose Electra

-Ora dovresti raccontarcela- chiese Hanson a Simone

-No. Io da adesso in poi non dico nulla,saranno Electra e il dottore visto che Electra sa la verità e il dottore eccome se la sa-rispose Simone

-Allora- esordì Electra- vi ricordate quando abbandonammo l’Exellion per fuggire con una navetta e il capitano Nemo rimase sull’Exellion?-

-Si. Ce lo ricordiamo perfettamente- rispose Echo

-Bene. Quello che non sapevamo è- sospirando- il capitano Nemo sopravisse all’esplosione-

Fermò il racconto per vedere le reazioni: Nadia si sentì svenire e se non fosse per Jean sarebbe caduta a terra; Hanson, Sansone e Rebecca rimasero a bocca aperta e immobili in piedi vicino al camino; Echo e Icolina mostrarono la loro felicità sorridendo mentre Max si chiedeva chi fosse questo Nemo e perché mamma e pappa sorridevano;Marie aveva saputo più tardi della morte del capitano e ne era rimasta scossa si uni al sorriso di Echo e Icolina; Noah guardò la mamma:

-Ecco perché ieri sera mi abbracciavi cosi forte-

-Ma non è ancora finita. Vero?- chiese Simone

-Continuo?- rispose Electra e Simone affermò con un leggero movimento della testa

-Dopo che ordinò la nostra fuga passarono circa 15 minuti per il trasbordo, in quei minuti accadde qualcosa che nemmeno io so. So solo che Nemo fuggì con una capsula di salvataggio. Gli altri particolari li sa il dottore.-terminò Electra.

-Ora entro in campo anch’io- esordì il dottore- ha inizio circa 1 settimana e 4 giorni prima. Io ero all’Università di Oxford, ove ho il ruolo di professore, e mi arrivò una lettera dalla Germani in cui mi riferivano che un mio conoscente era ricoverato in un ospedale; da prima rimasi stupefatto nessuno di noi era in Germania, ma, visto che il periodo estivo era alle porte decisi di partire in vacanza anticipatamente e di recarmi in Germania, li incontrai un mio collega tedesco che mi parlò di una persona, inizialmente malata di amnesia apparentemente permanente, che in seguito ad un incidente iniziò a ricordare il suo passato ma dopo essersi accorto di essere tra sconosciuti smise di parlare e quando vide una mia fotografia su un giornale chiese di me. Quel uomo era Nemo. Mi portarono da lui e dopo aver ricordato i bei tempi lo portato con me-

-Dove lui ora?- chiese Nadia impaziente di riabbracciarlo, non avendone mai avuto la possibilità, da il divano su cui era seduta.

-E’ qui ma vuole prima che conosciate la storia fino alla fine-rispose il dottore e continuò- usciti dall’ospedale ci dirigemmo verso la carozza, ma una voce alle spalle ci fermò, ci girammo e vedemmo lui- indicò Simone- all’inizio sembrava una persona normale ma poi quando si presentò rimanemmo stupefatti: primo parlò in atlantideo, secondo conosceva gli eventi di 5 anni fa; chiese di venire con noi e durante il viaggio di ritorno in Inghilterra ci racconto tutto. Ora tocca a te- e si rivolse a Simone sempre rivolto alla finestra ad osservare l’esterno:

-accidenti come si è messo a piovere- esclamò Simone sorridendo

-non cambiare argomento rispondi- esclamò Nadia irrittata dal suo comportamento "sempre sorridente anche quando ci sparavano addosso. Ma che ha nel cervello?" pensava ogni volta che lo guardava.

-Sicuri?- rispose Simone- siete sicuri di essere pronti alla risposta e a credermi se vi racconto cosa è accaduto cinque fa sull’Exellion?-

Bastò lo sguardo con il quale lo osservavano:

-Va bene io vi ho avvertito- e continuo- dovete sapere che Nemo era si pronto a morire per salvare voi, ma nel profondo del suo cuore voleva vivere per ricominciare daccapo una vita con la propria famiglia, in questo caso Electra e Noah. Io ho sentito il suo desiderio di vita e….-si fermo un attimo- e ho deciso di salvarlo, andando contro i miei ordini originari:attendere e portarlo con me-

-Dove?- chiese Jean

-Tutto al suo tempo- e si girò verso il gruppo-io, e siete liberi di credermi o no, ho la capacità di bloccare il tempo; in questo caso ho bloccato il momento tra la chiusura dei contatti tra voi e l’esplosione sono andato da lui è gli ho chiesto se voleva vivere veramente mi rispose si. Mi bastarono quelle parole per giustificare il suo salvataggio, solo che quando l’ho caricato sul modulo di fuga ho calcolato male il tempo tra il ripristino e l’esplosione così mi sono ritrovato catapultato sul vostro pianeta da una parte e lui dall’altra ci ho messo 5 anni a trovarlo e siccome mi hanno permesso di farlo ho voluto riunirvi per permettervi una vita pacifica e tranquilla. Ora a voi i commenti- e si rigirò alla finestra aspettando.

-Impossibile- disse Hanson

-perché?- chiese Simone

-Non si può fermare il tempo- rispose Jean

-Dite? Vedete… anzi avete mai sentito della teoria dei mondi paralleli in dimensioni parallele?-chiese Simone

-E’ una delle teorie della scienza quantistica. Ma ancora non provate.-rispose Jean allargando le braccia- e poi come è possibile viaggiare tra i mondi e bloccare il tempo? Bisognerebbe avere tecnologie e conoscenze superiori-

-Noi la conosciamo questa teoria; più volte nel passato i nostri antenati provarono a viaggiare tra i mondi- esordì il dottore- ma non ebbero risposte positive anzi perdettero molte attrezzature e persone nel tentativo di confermarlo-

-Così hanno interrotto le ricerche e hanno abbandonato il progetto- continuò Electra- ma le basi teoriche e i dati raccolti fino a quel momento sono andati perduti quel giorno in cui il Nautilus fu affondato. Spiegaci perché hai aspettato 5 anni?-

-L’ esplosione ha causato interferenze elettromagnetiche tali da impedirmi per prima cosa di tornare a casa e qui non avevo gli strumenti adatti alla ricerca così ho iniziato a cercare per conto mio e il resto lo sapete-rispose Simone con tono stanco

-Possiamo sapere invece chi sei tu? Ci hai raccontato di come hai salvato Nemo di come puoi arrivare qui ma in fondo visto che siamo qui penso che tutti vogliano sapere chi o cosa ci ha accompagnato fino qui-Esclamò Rebecca con tono aggressivo e sfiduciato

-Primo: chi? Sono umano; secondo: vengo da altri mondi simili a questo però avanzati nel tempo e nella conoscenza. Volete sapere altro?-rispose Simone

-Si- rispose ancora arrabbiata Rebecca

-Dunque-rispose Simone e preso un bel respiro continuò- circa 5 anni e mezzo fa i miei "superiori" mi ordinarono di localizzare Nemo e di attendere che la sua vita in questo mondo fosse finita per portarlo da loro ma non portai a termine il compito come vi ho già spiegato e per quanto riguarda me ho..- alzò lo sguardo come se tentasse di ricordare qualcosa- dunque nel mio mondo o dimensione originale avrei 21 anni, nell’altro ..vediamo..bè abbastanza-

Osservò dal riflesso gli sguardi degli altri specialmente Hanson e Jean riusciva difficile credere al racconto anche se di cose strane ne avevano viste gli altri erano zitti e immobili:

-non mi credete okay dimostrazioni- esclamò Simone con tono quasi teatrale si diresse da Hanson-Hanson dove la mia pistola?-

-Be ecco non saprei….-rispose Hanson

-Il solito. E’ nella borsa, se non fosse per me gliela avreste lasciata a Parigi- Fini Marie piuttosto innervosita anche lei dal racconto appena sentito e curiosa di vedere cosa accadrà da lì in poi:

-Vado a prenderla?- chiese Hanson

-No. Non vi è problema- rispose Simone che voltandosi verso il guardaroba-vieni qui sbrigati- passarono diversi secondi poi si senti come se qualcosa avesse gettato la borsa a terra e dalla porta del guardaroba spuntò la pistola:

-AHHHHHHHHHHH, ma cos’è un incubo?- urlò Rebecca

Tutti osservarono la pistola sorvolare la stanza e finire nelle mani di Simone che la ripose nella cintura, quando torno con lo sguardo sugli altri Rebecca era nascosta tra Hanson e Sansone anch’essi piuttosto spaventati; marie stringeva Max mentre Echo stringeva loro; Nadia era sul punto di svenire e Jean,il solito, iniziò ad immaginare il modo di far volare un arma; gli unici a non essere spaventati erano Noah, perché per lui quel arma era un giocattolo; Electra aveva capito le intenzioni di Simone e non era di certo sorpresa; il dottor Macmahon invece sapeva già tutto ed era sulla poltrona a "godersi" lo spettacolo.

-Posso farvi vedere come fermo il tempo?-chiese Simone e ancora prima della risposta schioccò le dita e tutto intorno al castello si fermò: gli uccelli, il rumore del mare, il vento tutto fermo-in effetti quel giorno bloccai tutto al 100%, si vede che ora sarò al 70% delle mie capacità- continuò Simone e dopo aver riportato al loro naturale movimento cose ed animali-bene, se ora non mi credete ancora non so cosa altro fare. Ahh che stupido dimenticavo il perché del viaggio. Alzatevi e seguitemi-percorse di corsa la stanza e alla porta- dai muoversi, lui aspetta ma io ho da fare in altre parti quindi vado di fretta- e svanì dietro l’angolo lasciando tutti sorpresi e immobili sui divani a guardarsi negli occhi:

-Ma chi cavolo è quel ragazzo? Un mostro?- chiese Rebecca e anche se stanchi si alzarono e si diressero verso il corridoio in cui Simone aveva aperto una porta. Oltre la porta vi erano delle scale che portavano in basso premette un pulsante sul muro e le scale furono illuminate- seguitemi, rimarrete sorpresi anche di questo-disse sorridendo Simone- ah,ah,ah ormai ci siamo abituati- rispose Nadia e iniziarono a scendere.

Le scale erano larghe consentendo di stare in più file, scendevano verso il basso illuminate da torce elettriche e sembravano non finire mai fino a quando non raggiunsero una porta in acciaio;all’inizio sembrava essere molto pesante, ma appena Sansone volle tentare di spostarla con la forza si noto come invece essa fosse leggera, entrarono in una stanza enorme dal soffitto scendevano lampadari che la illuminavano tutta; sui muri vi erano scritte e panelli, simili a panelli elettrici, con leve e bottoni; nel mezzo una piscina, grande e profonda forse collegava quel posto con il mare, e in quella piscina vi erano:

-Non è possibile?- esclamò Echo sorpreso quanto gli altri

-Ma questa è un’intera flotta- ribatte Sansone

-Belle, vero? Saranno qui da decine di migliaia di anni e sono nuove-disse Simone sorridendo,come sempre.

Davanti a loro si presentò uno spettacolo: 7 astronavi simili all’exellion ancorati in perfetto ordine alle banchine pronte,nel pensiero di tutti, a partire per chissà quale missione, notarono come alcune erano di dimensioni maggiori ad altre e del armamento a loro assegnato:

-Dunque. Queste 3 qui davanti a noi sono incrociatori della classe Exellion simili a quello usato contro Argo, stessa potenza e stessa velocità; le due seguenti sono corazzate, uno spettacolo vero?, sono di maggiori dimensioni, hanno 2 motori a controscomparsa e uno di classe Orfeo, ovviamente, hanno più batterie elettroniche ed una potenza 10 volte superiore agli Exellion; per ultime ma non meno importanti astronavi di supporto logistico e rifornimenti, abbiamo trovato veri e propri mezzi da sbarco e tutte d’assalto per fanteria, il loro armamento è minore rispetto alle altre 2 batterie e qualche vano lancia-missili. Allora?- si girò verso il gruppo e attese una risposta:

-Ma cos’è questa? Io non ne sapevo niente- esclamò Electra visibilmente sorpresa.

-Questa è la flotta di scorta che accompagnò su questo pianeta le tre arche dei vostri antenati, dai dati trovati nei computer dovevano rientrare su nebula M-78, il vostro pianeta d’origine, ma non avvenne per motivi a me ancora sconosciuti- ribattè Simone e continuò- è chiaro che non lo sapevate Nemo ne aveva solo sentito parlare. Adesso seguitemi-

E si incamminarono per le banchine verso una delle 2 corazzate, arrivarono alla prima e Simone li guido verso una scaletta poggiata sul fianco che portava ad un ascensore, "come il giorno in cui abbiamo riattivato l’Exellion" pensarono tutti, che li portò alla plancia; quando le porte si aprirono si trovarono davanti uno spazio enorme occupato sulla sinistra da pannelli, che a prima vista, davano la situazione generale dell’astronave; a destra altri pannelli con funzioni di monitoraggio esterno(sonar, radar) e di sistemi di comunicazione audio e visivi; davanti si poteva vedere l’esterno: le pareti della stanza e al centro vi era una postazione costruita apposta per il comandante formata dal sedile e da computer che riportavano anch’essi il monitoraggio generale dell’astronave.

Simone fece segno di seguirlo ed entrarono nella plancia illuminata dall’esterno:

-Ehi, guardate qui-disse Echo- questo e il radar e quello è il computer- Echo inizio a lavorare sulla tastiera per tentare di riattivarlo, intanto il gruppo osservava le altre parti della plancia:

-Non capisco. Pensavo ci fossero solo le arche ed un Exellion, ma adesso devo ricredermi-disse Electra

-Accidenti serve una password-disse Echo

-Prova con…..vediamo…dovrebbe essere….Atlantide-rispose Simone

Echo provò Atlantide:

-Niente! Accesso negato-Echo

-Prova in lingua atlantidea- disse Icolina

Premuto enter il computer e tutti gli schermi della plancia si avviarono, procedure di diagnosi erano in corso mentre il gruppo si siedeva sulle poltroncine dell’equipaggio:

-Ci siamo- disse Echo- questa è la schermata che segnala il periodo interessato, vediamo…Ecco.. ma è atlantideo-

-Certo. Siamo su una astronave che si trova qui dai tempi della colonizzazione quindi non ha subito cambiamenti- replico Electra.

-Chi conosce l’atlantideo antico?- chiese Simone, notò come tutti lo guardavano- ah, no,no, non ci pensate nemmeno, io conosco l’essenziale e poi…- qualche minuto dopo era davanti lo schermo- dunque……appunto la mia conoscenza non arriva fin qui trovate qualcun altro?-

Poi chiese a Echo:

-guarda se vi è un traduttore nei programmi-

passarono 20 minuti poi:

-Si. Eccolo…."arche colonizzatrici giunte sul pianeta terra buona fortuna. Navi di scorta nuovo compito rimanere su terra.Contatto chiuso."E’ solo un messaggio nient’altro-disse Echo

Fino a quel momento avevano parlato coloro del gruppo che si intendevano di tecnologia e scienza, gli altri erano seduti tranquillamente ed ascoltavano i pareri degli "scienziati":

-Bene. Siamo qui, ci hai sorpreso ed ora c’è qualche altra sorpresa?- chiese Nadia con Simone che di risposta guardò i bambini divertiti da tutti quegli schermi colorati; poi guardò verso una porta e sorrise prima che tutti sentirono una voce conosciuta e mai dimenticata:

-Se volete me ne vado- la frase attirò tutti che si girarono verso la porta e videro il capitano Nemo in piedi, vestito come un normale borghese di quei tempi, che li guardava con un sorriso.

-Papà….. sei tu?..- disse Nadia con voce strozzata e lacrime pronte a scendere a fiumi

-Nemo..Amore… - disse Electra, ma avendo avuto un esperienza "militare" non era abituata a piangere

-Sansone, Hanson e Rebecca rimasero a bocca aperta poi Sansone ed Hanson iniziarono a sorridere e infine scoppiarono in una vera risata a crepa-pelle, seguiti a ruota da Rebecca.

Echo rimase anche lui sorpreso ma rimase calmo, unica dimostrazione di compiacenza, si mise sul attenti.

Icolina ebbe la stessa reazione di Nadia benchè moderata.

-E’ lui mio papà?- chiese Noah

-Si. E’ Lui- rispose a bassa voce Electra

Marie rimase completamente a bocca aperta, e lo rimase per un bel po’, Max sorrideva divertito dal sedile su cui era seduto.

Simone e il dottore sorrisero e mentre Nemo si diresse verso di loro:

-Finalmente la mia missione è finita. A proposito tu dove eri finito?-

chiese Simone a Nemo

-Ero nell’altra cabina e ho sentito tutto-rispose Nemo.

Si diresse verso Electra che abbracciò forte:

-Sono tornato per restare- le disse nel orecchio e lei scoppiò a piangere abbracciandolo ancora più forte, dopo aver salutato Electra passò a Nadia che era in piena crisi lacrimale:

-Figlia mia, avrei voluto abbracciarti fin dal primo momento che ti ho vista sul Nautilus quel giorno.Ricordi?-

-Si. Anch’io sono felice di rivederti- rispose Nadia

Quando si volse verso gli altri essi sorridevano:

-Bentronato capitano, allora ci racconti un po’..-disse Sansone

-Ecco, dopo essermi ripreso,ve lo avrà raccontato il dottore-tutti annuirono- per 5 anni sono stato un contadino, poi per un incidente ho ricordato tutto e il resto lo sapete-si girò verso Noah:

-Ciao. Mi conosci?-chiese con tono gentile Nemo a Noah

-Si, sei il mio papà!-

Nemo prese Noah in braccio e si rigirò verso il gruppo

-Manca uno. Jean?-

Jean era svenuto e nessuno se ne era accorto

Più tardi furono ancora nel salotto del castello Jean ancora incosciente era sdraiato su una poltroncina; Rebecca, Hanson e Sansone in piedi vicino al camino; Marie seduta su un’altra poltroncina; Echo, Icolina e Max erano seduti sul divano Nemo ed Electra erano in piedi davanti al camino con Noah in braccio a Nemo; Simone e il dottore erano vicino alla finestra e discutevano sul futuro:

-Dunque, ora che sapete cosa c’è qui sotto vi dirò cosa fare- esclamò Simone-le astronavi non dovranno essere mai utilizzate per emergenze; per quanto riguarda il perché sono qui semplice. Questo castello è appartenuto agli Steward che guarda caso erano discendenti di Atlantide: 11.540 anni fa una parte degli atlantidei volle staccarsi dalla colonia originale per colonizzare la parte settentrionale del pianeta, arrivati qui pensarono di nascondere le astronavi per i tempi più duri,ovviamente con il passare delle generazioni la loro esistenza veniva meno e sparì adesso tocca a voi custodirle anche perché se 12.000 anni fa arrivarono gli atlantidei chissà quante altre civiltà ci sono nello spazio-notò come un po’ tutti lo guardarono ancora con lo sguardo di chi voleva lamentarsi-ma non preoccupatevi, vi terrò d’occhio e se vi fosse qualche problema sarete i primi a saperlo- terminata la frase venne sommerso da sorrisi di chi era ormai abituato a tutto-bene vedo che non vi saranno problemi- completo il dottore e mentre si discuteva su come tornare ciascuno a casa propria Simone si spostò dalla finestra verso l’uscita, si fermò si girò:

-Signori io mi congedo da voi e vi auguro buona fortuna- detto questo si diresse alla porta la aprì, ma fu bloccato da Electra:

-Te ne vai così?- chiese lei

-Il mio compito è finito, adesso devo tornare e recuperare il lavoro arretrato- disse sorridendo- a proposito nello zaino vi sono dei regali per Noah e Max, spero gli piacciano, e questo è per voi tutti- gli porse una pietra triangolare di colore azzurra con al centro un bottone di colore giallo- se c’è pericolo premete forte questo e verrò ad aiutarvi. Ultima cosa andate a dormire presto domani avrete molto da fare- e si allontanò Electra abbassò lo sguardo pensando a quelle frasi finali, quando alzò lo sguardo Simone era scomparso, osservo la campagna intorno e rientrò in casa, si diresse verso lo zaino nel guardaroba, frugò e trovo dei soldatini in legno e li portò dai bambini

-Dov’è Simone?- chiese Sansone

-E’ andato via-rispose lei- vi saluta e lascia questo-mostrò a tutti quella pietra particolare e spiegò la sua funzione; il resto della serata passò tra festeggiamenti ravvivati da Sansone, Hanson ed Echo che cantavano e danzavano includendo tutti gli altri e la notte passò.

La mattina si ritrovarono tutti nel salotto: le ragazze con i bambini erano sdraiate sui divani,gli uomini erano sdraiati qua e la sui tappeti, incredibilmente ubriachi anche il capitano sebbene fu il moderato del gruppo, Jean dopo essersi ripreso si unì alla festa ma si addormentò quasi subito e lo lasciarono lì.

Suonò il campanello e Sansone Hanson si alzarono rintronati per la sbornia, arrivarono alla porta la aprirono e vi trovarono davanti un prete:

-Buongiorno sto cercando il sig Nemo e la sig.na Electra-disse il prete

I due lo guardarono con aria interrogativa mista a sbronza, chiusero la porta e svegliati tutti raccontarono l’accaduto, aperta la porta:

-Salve padre, in cosa possiamo aiutarla- chiese Icolina sorridendo

-Ieri sera è venuto da me un giovane che mi ha detto di farmi trovare qui per organizzare un matrimonio-rispose il prete

-Cosa??- esclamarono tutti.

Nelle 3 ore successive si presentarono dipendenti del miglior ristorante di Scozia, che raccontarono di essere stati assunti per un matrimonio e preso il controllo della cucina iniziarono a cucinare, di segutio dei sarti per confezionare sul posto i vestiti dello sposo, della sposa e di tutti gli altri:

-Ma quanto verrà a costare- chiese Jean

-Non vi preoccupate ha già pagato un certo Simone-rispose il prete

In segutio arrivarono pure, con sorpresa di tutti, il resto del equipaggio del Nautilus con regali e invito spedito circa qualche settimana prima. Ci fu una cerimonia di matrimonio degna di sovrani e tra i regali Electra trovò un messaggio di Simone:

-Ehi, venite Simone ci ha scritto-esclamò lei e tutti si recarono da lei-"Egregi sign.ni Electra e Nemo, vi auguro la felicità con tutto il cuore e vi saluto con un inchino. Vostro amico Simone" che gentile- disse Electra

-Già- risposero tutti

-Ed ora- urlò Nemo- diamo inizio ai festeggiamenti-

-Si-risposero tutti

Mentre festeggiavano dalla finestra si poteva vedere il sole che iniziava a tramontare e sparire piano piano all’orizzonte.

 

Epilogo

Nei giorni successivi rimasero in Scozia dove decisero di trasferirsi tutti per stare vicini: Jean e Nadiasono tornati a vivere insieme nei pressi di Edinburgo; Echo, Icolina e Max vivono nel villaggio vicino al castello; Sansone, Hanson e Rebecca si sono trasferiti a Edinburgo e hanno aperto una società di ricerca e sviluppo, Marie vive con loro; Electra, Nemo e Noah dopo una breve luna di miele sono tornati a vivere al castello, Electra è diventata l’insegnante della scuola del villaggio vicino e Nemo divenne poco tempo dopo un conosciuto rappresentante della regione, Noah divenne il primo della classe nella sua scuola.

-Finalmente, sei tornato- chiese un’ombra nel buio

-Si, la missione è terminata. Qui come è andata?-rispose Simone

-Il consiglio ti ha assolto per il disguido del number 6 e ti affida il controllo di altri mondi tra cui questo in cui sei stato. Contento?-chiese la voce

-Si, altre missioni per me-Simone

-Quello che dici essere tuo fratello si è scatenato e purtroppo il reverendo Woolf non riesce acontrastarlo da solo quindi il consiglio ti invia là per risolvere la questione con ogni mezzo- la voce

-Okay. Allora vado. Buona giornata e saluti- sorridendo-sigor Hideaki Anno-

-Saluti anche a te Vash de Stampeade-

E si diressero ciascuno in direzioni diverse.

FINE

 

 



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Il copyright di questa fan fiction è di Vash de Stampeade.