IL MISTERO DELLA PIETRA AZZURRA

Nadia & La Realtà!
- Parte 6 -


Sesta Parte

Il Carcarodonte - La tectite e l'oricalco
Antiche civiltà: Mesopotamia e Babilonia - L'antico Egitto - Antica Grecia - Cultura africana e Incas - Culture centro-americane - Cultura indiana e nordamericana

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Il Carcarodonte: il dirigibile di Argo

Nell'omake 6, Argo cita la parola di origine latina Carcarodonte, riferendosi al suo dirigibile.
Come si intuisce osservando semplicemente l'aspetto esteriore della cabina è un...pesce! J Il grande squalo bianco, per la precisione, detto anche "Carcharodon carcharias"

Questo pescecane è tozzo, fusiforme, dal muso corto, conico, con grandi denti taglienti triangolari. Dal colore variante tra il grigio chiaro ed il marrone, raggiunge i sette-otto metri di lunghezza.

Si trova soprattutto in acque temperate e tropicali. Si nutre di una grande varietà di specie, tra cui altri pesci, foche, polpi, carogne di animali e perfino umani (specie al cinema...).

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La tectite & l'oricalco

Questo materiale esiste per davvero: è una sorta di vetro naturale ricco di silicio e alluminio, probabilmente di origine cosmica. Come nella serie, è un composto terribilmente solido (qui a sinistra, vedete l'enorme teca di tectite che proteggeva il giardino di Argo) come, del resto, l'oricalco (componente della Pietra Azzurra - "oriharukon", per dirla alla giapponese).

Già che ci siamo...

L'oricalco...Rientra anch'esso nella lunga tradizione atlantidea, nonostante sia ufficialmente concepito come un altro tipo di materiale, rispetto a quello che appare nella serie. Nel manuale del bellissimo ed epico gioco "Indiana Jones and the fate of Atlantis" (LucasArts Entertainment Company © 1992), si legge...

Orichalcum, n. (orikal'kum) [in latino: orichalcum, bronzo di montagna; in greco: oros, montagna e chalkos, rame]: 1. metallo dorato che si pensa essere una primitiva forma di ottone, forse usato nell'antica Grecia; 2. sostanza mitica dalle caratteristiche sconosciute; 3. materiale descritto da Platone che "risplende come il fuoco"

Chi di voi, infatti, ha avuto la fortuna di aiutare Indy nella ricerca di Atlantide, ricorderà che, nel gioco, l'oricalco appariva sotto forma di palline dorate.

Volendo indagare alla fonte, ecco cosa si legge nel Crizia, il Dialogo di Platone esclusivamente dedicato all'argomento di Atlantide ma purtroppo interrotto improvvisamente dall'autore stesso che, già anziano, dedicò le sue ultime forze nella più impegnativa stesura delle "Leggi"

[sull'oricalco]
"...e quel metallo che ora, per noi, è solo un nome, allora era qualcosa di ben più sostanziale. L'ORICALCO, che si estraeva dalla terra in molti luoghi dell'isola, era a quei tempi il materiale più prezioso, a parte l'oro.
(Nota: lo descrive come materiale sconosciuto, nonostante in Grecia, come scritto qui sopra, fosse conosciuto come una semplice lega di rame)..."

[parlando delle mura di cinta]
"...Il muro tutto intorno alla cinta più esterna lo coprirono di bronzo, servendosene come di una tinta, mentre quello della cinta più interna lo spalmarono di stagno liquefatto. Di ORICALCO, infine, dai riflessi di fuoco, ricoprirono il muro che circondava la stessa Acropoli (Nota: il palazzo reale stava all'interno dell'Acropoli)

[sul tempio di Poseidone]
"...era lungo uno stadio (180 metri), largo 3 pletri (89 metri) e di altezza proporzionata a queste dimensioni, con qualcosa di barbarico (straniero, esotico) nell'aspetto complessivo. Rivestirono d'argento tutto l'esterno del tempio, esclusi gli acroteri, e quest'ultimi d'oro. All'interno, la copertura si presentava tutta d'avorio, screziata d'oro, d'argento e di ORICALCO; tutto il resto, pareti, colonne, pavimenti, lo rivestirono d'ORICALCO

(testo tratto da Platone - Crizia. Traduzione di Angela Cerinotti)


Antiche civiltà :

Mesopotamia e Babilonia:

L'allusione alla Mesopotamia si evince dalle sculture mesopotamiche che appaiono in "Nadia". Nello specifico, sull'isola di Marie, all'interno del castello di Argo, quando quest'ultimo le mostra alla ragazza descrivendole come "capolavori che gli umani non potranno mai e poi mai riprodurre". Tra queste sculture, la più evidente è la sfinge alata con la barba ed il cappello tipico che si vede chiaramente alle spalle di Argo poco dopo aver ricevuto la guardia e, in seguito, nella grande sala con tutti gli esponenti della NeoAtlantide, poco prima di far saltare l'isola con la Torre di Babele (vedi immagini)

Il simbolo di Neo Atlantide ricorda tanto la rappresentazione del sole, astro del giorno ed emblema della potenza continuamente declamata da Argo. Che dire poi del giardino di fiori artificiali che richiama tanto i giardini pensili di Babilonia, le grandi terrazze di immensa bellezza appartenute al re Nabucodonosor? Nella Bibbia, Babilonia era una città descritta come meravigliosa ma, allo stesso tempo, diabolica, attraverso la quale Dio martoriava i suoi fedeli.

L'Egitto:

Come nel caso della Mesopotamia, "Nadia" riprende alcuni elementi dell'antico Egitto. Per esempio, i diversi simboli di Atlantide possono evocare l'occhio di Râ che appare spesso nella simbologia egiziana come icona di verità e saggezza. Il fatto che Râ fosse il dio sole, simbolo della purezza e astro diurno, rimanda nuovamente al discorso fatto prima sul simbolo di Neo Atlantide. La scrittura atlantidea, per la disposizione dei caratteri, fa pensare ai geroglifici egiziani. A volte, inoltre, come nella spalliera del trono di Argo, la parte superiore dell'iscrizione fa pensare alla rappresentazione del dio Aton, il dio unico. Anche diversi dettagli in Neo ricordano l'Egitto, come per esempio la corona, molto simile alla corona tipica del basso Egitto, o persino gli occhi. Anche il vestiario di Nemo come re di Atlantide ricorda tanto gli abiti maschili egizi.
Quando poi Electra racconta la storia del colpo di stato a Thartesos, ecco comparire un sarcofago, con tanto di scettro e flagello, come anche un altro piccolo ma significativo particolare, visibile in almeno due occasioni: lo scarabeo, simbolo di coraggio in Egitto. Si può notare al collo di Nemo durante il flashback e, ancora come monile, nell'orecchio di una donna in un'illustrazione di Maeda in Portraits (La bimba che offre i fiori ad Argo - vedi immagini qui sotto).
 

Antica Grecia:

Altri riferimenti: per esempio all'antica Grecia. I templi presenti a Thartesos ricordano molto quelli greci, come anche i veri nomi di Nemo e Argo sono di stampo greco-latino. Elisis (in origine Erushis) sembra evocare Eleusis, una città, mentre Nemesis richiama la dea omonima, la dea della vendetta e della giustizia divina che veglia sui mortali arroganti che si elevano al rango di Dio (ma nome fu più appropriato per Argo...). Curioso come "Nemesis" derivi, dal greco, da "nèmo" (!), "distribuisco". La stessa Electra, come origine del nome, si ricollega alla Grecia, essendo omonima della figlia di Agamennone. Come anche c'è un significato dietro Vinusis, il vero nome di Neo e Ilion, il nome della balena: Vinusis (anche se, in origine, è Vénusis) si ricollega a Vénus, Venere, la dea della bellezza per i Romani, corrispondente a Afrodite per i Greci, mentre Ilion richiama alla mente Ilio, l'altro nome attribuito a Troia.

Cultura africana e Incas:

E' possibile pensare che la maschera di Argo e di tutti gli appartenenti alla Neo Atlantide sia ispirata dalle maschere caratteristiche africane (del resto, come luoghi siamo sempre lì). In ogni modo, che avessero lo stesso significato delle maschere Incas? La maschera mortuaria che Argo indossa potrebbe indicare che il suo lato umano (il primo ministro) è morto.

Culture centro-americane:

Alcuni dei palazzi di Thartesos ricordano tantissimo le piramidi trovate in Messico, prima fra tutte quella di Chicén Itzà. Platone, del resto, parla di un "continente opposto" dall'altro lato di Atlantide. Il riferimento alle Americhe è impressionante, così come risulta notevole la somiglianza tra le strutture piramidali mesopotamiche, egiziane e americane. Gli atlantologi (e non solo) hanno interpretato questa identità di modelli come il segno di una inequivocabile unica origine della civiltà sulla Terra.

Tradizione indiana e nordamericana:

Ci potrebbero essere collegamenti anche con la cultura indiana (vedi l'incubo di Jean) e quella delle tribù indiane dell'America del Nord anche per diversi altri aspetti, come la stravagante tenuta spaziale di Argo alla fine della serie (che sembra evocare la "Tartaruga dei Cheyenne", vale a dire il mondo nuovo)

Persino la sala in cui approda il Nautilus, appena giunti ad Atlantide, è ornata da disegni molto simili a quelli degli indiani Cheyenne.



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