IL MISTERO DELLA PIETRA AZZURRA

Nadia & La Realtà!
- Parte 8 -


Ottava Parte

Mitologia - L'isola di Capo Verde - I giochi olimpici - L'Atlantide di Platone - Jules Verne

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La mitologia

La serie allude a diversi argomenti di stampo mitologico. Ecco qui una breve carrellata dei temi fino ad ora trovati.

Némésis : Divinità greca, in origine dea della giustizia distributrice, poi della vendetta e del castigo; figlia di Zeus (o Oceano o Erebo) e della Notte, veniva celebrata ad Atene nelle feste.

Il mondo: Esiste una visione del mondo, in certe mitologie, soprattutto quelle caratteristiche indiane, rappresentata da un disco posato su quattro elefanti, posati a loro volta su una tartaruga, il tutto circondato da un serpente che si morde la coda. Cosa vi ricorda tutto ciò, se non il sogno di Jean (che, infatti, rappresenta l'opposizione del mondo naturale e quello industriale), qui a fianco riproposto?

 

L'isola di Capo Verde

L'isola di Mahar (Capo verde): l'isola di Marie in "Nadia" non esiste nella realtà, ma Marie precisa che fa parte dell'arcipelago di Capo Verde. Esso è sito nei pressi della Mauritania, in Africa, leggermente a sud del tropico del Cancro, ed è di origine vulcanica. Sorvolando l'isola, Jean pensa che il monte cavo sia una miniera a cielo aperto ma, una volta distrutta la base, il cratere sembra eruttare come un vulcano.

 

I giochi olimpici

I giochi olimpici: per chiudere un battibecco tra Hanson e Sansone, nell'episodio 29, Ayrton propone un gara tra i due, una corsa, come nell'artica Grecia. Originari proprio di questo paese, si svolgevano in occasioni delle Olimpie (una delle quattro feste panelleniche, con le Istmie, le Nemee, le Pitiche), ogni quattro anni, in onore di Zeus a Olimpia. La prima olimpiade si sarebbe svolta nel 776 a.C., l'ultima nel 393 d.C. I giochi olimpici furono ripresi in età moderna (1896) per iniziativa del barone Pierre de Coubertin, autore della celeberrima frase "L'importante non è vincere, ma partecipare".

Da notare che la storia di Nadia si svolge tra il 1889 ed il 1890, eppure non si cade in un anacronismo, in quanto Ayrton associa correttamente le olimpiadi alla Grecia antica e non all'era moderna.

 

L'Atlantide di Platone

"Nadia" riprende parecchio la narrazione di Platone sul mitico continente perduto, come ogni versione di Atlantide che si rispetti.

 

Jules Verne

Nato a Nantes nel 1828 e deceduto nel 1905, questo grande scrittore francese ha scritto più di sessanta romanzi di vario genere, soprattutto orientati verso la fantascienza. Grande visionario per la sua epoca, capace di anticipare i tempi con la sua fantasia, è la base ispiratrice di "Nadia". In effetti, l'ambiente stesso di "Nadia" è prettamente verniano, sia come sfondo (luoghi, città), sia come anni (fine dell'800), sia come piccoli elementi che emergono dai romanzi più famosi dell'autore francese.

E' fuori di discussione che l'idea di questo anime sia nata, oltre che da "20.000 leghe sotto i mari" (Nemo, il Nautilus, la nave Abraham, i mostri marini), anche da "Il giro del mondo in 80 giorni", ma in quest'ultimo romanzo non esiste nessun pallone aerostatico che invece venne inserito nel film omonimo del 1956. E' possibile però associare il viaggio del Retan sopra le savane africane a "Cinque settimane in pallone", cronaca, appunto, di un viaggio di esplorazione dell'Africa compiuto in aerostato. Ne "L'isola ad elica", poi, viene descritta un'immensa isola artificiale e semovente sulla quale è stata edificata una società utopica ed avveniristica (si fa largo uso di congegni elettrici) che verrà sconvolta dall'arrivo di un gruppo di naufraghi animati da cattive intenzioni: come non riconoscere da un lato la descrizione del Noè Rosso mascherato da isola e dall'altro le scene della rivoluzione a Thartesos? In "I 500 milioni della Begum", Verne descrive il personaggio del tecnocrate Schultze che fonda Stahlstadt, la "Città dell'acciaio", in pratica una enorme fonderia (puntata 6), in cui costruisce anche armi micidiali e nella quale si trova un enorme cannone, con il quale tenterà di distruggere la pacifica città di France-Ville. Schultze resterà ucciso - mummificato - dall'esplosione di uno dei suoi ordigni. Un'ultima cosa: anche se in "Due anni di vacanze" Verne descrive le vicissitudini di un gruppo di ragazzi che riesce a sopravvivere su di un'isola senza l'aiuto di nessun adulto, la somiglianza tra questo romanzo e le vicende di Jean e Nadia sull'isola deserta sembrano casuali nel senso che mentre Verne voleva descrivere proprio le avventure di un gruppo di naufraghi minorenni, in "Nadia" il fatto di trovare dei minorenni che se la cavano da soli pare più una conseguenza del fatto che sono loro i protagonisti di tutta la storia e che gli autori abbiano voluto fargli rivivere le avventure descritte in "L'isola misteriosa". Che dire poi di "Padrone del Mondo"? Il mezzo polifunzionale del trio Grandis, il Retan, è certamente ispirato dall'"Epouvante" di Robur, in grado di correre su strada, navigare come un sottomarino e volare anche se, essendo Robur un fautore del mezzo "più pesante dell'aria", Verne lo fa muovere mediante delle ali meccaniche: un'enorme e sinistro uccello da preda meccanico. Come Argo, Robur si crede onnipotente e sfida la natura (nella fattispecie, una tempesta), ma...

[Grazie mille a Erik]

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Mi permetto di aggiungere un paio di osservazioni sfuggite ad Erik. L'isola di Lincoln. E' proprio questo il nome che i protagonisti de "L'Isola Misteriosa" danno all'isola in cui sono naufragati! E su quest'isola presto scopriranno un altro naufrago - certo Ayrton (!) - finito lì prima di loro (in realtà abbandonato su quell'isola ne "I figli del capitano Grant").

L'olografia gigante di Neo potrebbe derivare dal "Castello dei Carpazi". La Torre di Babele ricorda un po' la diabolica invenzione di cui si tratta in "Di fronte alla bandiera", così come si parla di un canale che attraversa l'Antartide ne "La sfinge dei ghiacci". vero che in Verne il canale è allo scoperto e si può arrivare al polo sud su una nave, mentre nel cartone animato il canale è un tunnel e il Nautilus arriva sì al polo sud... ma da sotto terra (e poi in ascensore).

Tra la base di Gargoyle sulle isole del Capo Verde e la città di Stahl-Stadt de "I cinquecento milioni della Begum" vi sono moltissime attinenze, che vale la pena rilevare. Innanzitutto le miniere. Stahl-Stadt si trovava al centro di una zona mineraria, e nei dintorni abitavano moltissimi minatori. Logico se si pensa che si trattava di una città industriale. Comunque un capitolo del libro di Verne si svolge nei cunicoli di quelle miniere. D'altronde essendo entrambi dei centri industriali è logico che le materie prime dovevano arrivare da qualche parte.

Stahl-Stadt era una città ermeticamente chiusa in settori, ciascuno aveva la sua zona di lavoro da cui non ci si poteva allontanare. Gli operai agli altoforni o nei laboratori di pudellaggio, gli ingegneri nei loro quartieri. Ciascuno non sapeva cosa facevano gli altri e tutto veniva fatto nel massimo segreto. Non era una società massonica, come nella serie di Nadia, ma comunque si costruivano inusitate armi da guerra e di conquista.

Al centro di Stahl-Stadt sorgeva la Torre del Toro, dove Herr Schultze aveva costruito il suo super-cannone, armato con bombe congelanti. Ne "Il mistero della pietra azzurra" abbiamo invece la Torre di Babele, con la sua tecnologia atlantidea.

Ma la cosa più sconcertante è che, al centro di queste fabbriche e officine, presso la residenza di Herr Schultze, si trovava, inaspettatamente, un meraviglioso giardino, con piante fiori e persino uccelli tropicali. Il calore convogliato dagli altoforni permetteva di mantenere il giardino in perfette condizioni. Questo era il luogo segreto dove Herr Schultze veniva a riposarsi, a un lato del quale egli teneva un museo con i modelli delle sue invenzioni. Mi sembra che l'attinenza con giardino di Gargoyle sia impressionante.

[Grazie mille a Holger Danske]



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